“Family Day”, gli organizzatori: “Siamo due milioni”

Alfano, pur non presenziando, ha incontrato Gandolfini esprimendo "piena adesione". Il sottosegretario Guerini: "Sulle unioni civili non si torna indietro".

di Luca Fiorucci 31 gennaio 2016 6:04
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Si è svolto sabato al Circo Massimo di Roma il “Family Day”, la manifestazione contro il ddl Cirinnà sulle unioni civili, per la quale, già prima di cominciare, gli organizzatori parlavano di un milione di presenze, mentre dopo circa un’ora, dal palco, hanno annunciato: “Siamo due milioni”. In realtà, anche se è molto difficile verificare tali numeri, essi, come spesso avviene in questi casi, appaiono piuttosto esagerati, dato che il Circo Massimo, come spiegano “La Stampa” e l'”Ansa”, difficilmente può contenere più di trecentomila persone. Prima della manifestazione, il ministro dell’Interno e leader di Ncd Angelino Alfano, assieme al neo-ministro agli Affari Regionali con delega alla Famiglia Enrico Costa (anch’egli di Ncd), ha incontrato al Viminale il presidente del comitato promotore dell’evento Massimo Gandolfini e ha poi espresso su Twitter la sua “adesione piena agli obiettivi della manifestazione“.

Alfano non ha presenziato all’evento a causa del suo ruolo istituzionale, ma al Circo Massimo vi era la moglie Tiziana Miceli e il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, dell’Udc, che ha spiegato: “Ognuno qui è a titolo personale”Dal palco, Gandolfini, dopo aver precisato che “questa piazza non è contro nessunoha chiesto: “Il ddl Cirinnà sia totalmente respinto: non bastano operazioni di maquillage”. Quindi ha avvertito i politici: “Qui ci sono elettori di tutti i partiti. Vi dico: guardate chi ci sta aiutando e chi vi oscura. I prossimi passaggi della legge li seguiremo minuto per minuto e vedremo chi ha ascoltato il messaggio di questa piazza e chi lo ha messo sotto i tacchi“. Ancora più duro un altro degli organizzatori, il parlamentare del Pd Mario Adinolfi, per il quale “il ddl Cirinnà vuole attaccare il cartellino del prezzo al ventre delle madri”, e che ha poi affermato: “Questa folla cambia la storia del Paese. Sugli striscioni qualcuno scrive: “Renzi ci ricorderemo”. Io invece dico: il palazzo ascolti, Renzi fai le scelte giuste”

A loro ha replicato il vicesegretario Pd Lorenzo Guerini: “Ascoltiamo tutti e cercheremo la convergenza più ampia possibile, ma sulle unioni civili non si torna indietro perché quando c’è un tema che riguarda i diritti delle persone è un dovere occuparsene”. Alla manifestazione anche diversi esponenti politici, soprattutto di centrodestra, come Renato Schifani, Maurizio Lupi e Maurizio Sacconi di Area Popolare, Maurizio Gasparri, Altero Matteoli, Giovanni Toti e il capogruppo alla Camera Renato Brunetta di Forza Italia, il governatore leghista della Lombardia Roberto Maroni e la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, che ha annunciato: “Ho appena scoperto di aspettare un bambino” e si è detta per questo “sempre più convinta che il ddl è una legge contro i bambini”.

Presenti al Circo Massimo anche le organizzazioni di estrema destra Forza Nuova e Casa Pound, senza simboli di partito, ma con bandiere tricolori e uno striscione. Il “Family Day” ha ricevuto inoltre il plauso del Vaticano, il cui quotidiano, “L’Osservatore Romano”, titolava “Un giorno per la famiglia”, parlando di “partecipazione ampia e trasversale”. Apprezzamenti anche dalla Cei, ma in maniera più cauta, dato che, al termine del Consiglio permanente, si limitava a esprimere “preoccupazione” per “l’equiparazione in corso tra matrimonio e unioni civili“, forse perché si vuole tentare dietro le quinte una mediazione per arrivare all’eliminazione della stepchild adoption dal ddl Cirinnà e ad una riscrittura dell’articolo 3.

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