Orrore all’Eur: decapita una colf e rimane ucciso dalla polizia

Il killer ha accoltellato e decapitato la domestica di una villa di via Birmania, a Roma, e si è poi scagliato contro gli agenti brandendo una mannaia.

di Luca Fiorucci 25 agosto 2014 9:40

Orrore in una villa del quartiere romano dell’Eur, in via Birmania, dove domenica mattina un italiano di 35 anni, Federico Lionelli, ha ucciso a coltellate la domestica ucraina, Oksana Marteseniuk, 38 anni, e l’ha poi decapitata con una mannaia, forse nel tentativo di nascondere il cadavere. Nel frattempo sono giunti i vigili del fuoco e la polizia, che, seguendo le traccie di sangue, sono arrivati nello scantinato, dove hanno trovato il corpo della donna e il suo assassino, ancora sporco di sangue e con indosso una mascherina da giardiniere, pantaloni e giacca mimetici, una cintura di cuoio e anfibi neri ai piedi, che brandiva un grosso coltello da cucina, simile ad una mannaia.

L’uomo avrebbe tentato di aggredire gli agenti con l’arma e sarebbe riuscito a raggiungere la sua auto, nel vialetto della villa, per darsi alla fuga, e a quel punto i poliziotti avrebbero sparato alcuni colpi con la pistola d’ordinanza, ferendolo gravemente al torace. Soccorso dal 118, l’uomo è giunto già morto all’ospedale Sant’Eugenio. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo al momento senza indagati. Il procuratore aggiunto Pier Filippo Laviani, che coordina le indagini, ha disposto le autopsie dei cadaveri che saranno eseguite oggi. Gli inquirenti decideranno in base all’esame autoptico sull’uomo se effettuare iscrizioni nel registro degli indagati.

Un vigile del fuoco, chiamato dai poliziotti per aprire la porta chiusa dall’interno, ha raccontato: “Gli agenti hanno trattato a lungo con quell’uomo per farlo calmare, ma lui gli si è scagliato contro con una violenza inaudita.Per gli investigatori, il movente del delitto potrebbe essere un tentativo di violenza sessuale da parte dell’omicida, ma viene per ora escluso che vi fosse una relazione fra i due. L’uomo, figlio di un ex alto ufficiale delle forze armate, era amico dei proprietari della villa e loro ospite da un paio di mesi, e avrebbe continuato a soggiornarvi dopo che questi erano partiti per le vacanze. Gli stessi proprietari della casa, sentiti dal pm assieme ad altri testimoni, hanno però rivelato che la domestica li aveva avvertiti che l’uomo era solito maneggiare coltelli ed armi da taglio.

I residenti delle lussuose ville di via Birmania mantengono il riserbo e non hanno molta voglia di parlare. Uno dei domestici della villa accanto a quella dove è avvenuto il delitto ha raccontato: “Ho sentito la voce di una donna che strillava. Ho avvisato subito il padrone di casa che ha dato l’allarme alla polizia. Il medico legale, provato dopo diverse ore di lavoro, si è limitato a dire: “Non posso dire nulla, chiedete agli investigatori“. Incredula, invece, la famiglia dell’assassino, che vive nel quartiere Ostiense, non molto lontano da dove si è consumato il delitto. La sorella Laura si chiede: “Al di là di quanto accaduto, perchè mio fratello è stato ucciso? Perchè hanno mirato al cuore? Loro avevano una pistola e lui un coltello”.

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