Equitalia chiede 156 mila euro ad una nullatenente

L'avvocato che difende la donna fa sapere che la folle richiesta non è l'unica, ma solo una su centinaia.

di Elena Arrisico 19 settembre 2012 11:58

Equitalia torna nel mirino delle critiche per aver inviato, durante l’Estate, una richiesta di pagamento di quasi 156 mila euro ad una signora di Bari:

Gentile contribuente, il giorno 03/04/2001 le abbiamo notificato la cartella di pagamento numero *****. A tutt’oggi, non ci risulta pagato l’importo di Euro 155.848.94. La invitiamo a pagare entro 5 giorni dalla notifica di questo avviso. La avvertiamo che, se non pagherà, procederemo ad esecuzione forzata“.

Si legge nella richiesta che si è vista recapitare per posta raccomandata la signora Mariella, 45 anni e nullatenente. La società incaricata dall’Agenzia delle Entrate per la riscossione dei tributi le ha, persino, allegato un conto corrente postale per il pagamento dei quasi 156 mila euro di spese processuali: Mariella fu, infatti, condannata – 12 anni fa, dal Tribunale di Bari – ad un anno di carcere, perché coinvolta in un processo per associazione a delinquere di stampo mafioso; armi e droga erano stati trovati in casa della donna ma, probabilmente, appartenevano al marito dal quale poi divorziò.

Adesso, Mariella fa la parrucchiera e ha una casa in affitto, dove vive da sola: il suo reddito è di soli 450 euro al mese, motivo per cui ha diritto ad un sussidio comunale per non pagare il 30 per cento dell’affitto. L’8 agosto scorso, ecco che arriva la notifica di Equitalia per chiedere il pagamento delle spese del processo: “Chissà se ad Equitalia sanno della nuova legge del governo Monti sulla tracciabilità dei pagamenti“, ha commentato Leandro Antonacci, avvocato che ha scelto di difendere la donna.

Il ricorso sarebbe inutile – oltre che costoso – e, per questo motivo, Antonacci ha deciso di fare una comunicazione per presentare un’istanza di autotutela in quanto, dopo 10 anni dalla notifica, scatta la prescrizione. Resta da capire come sia stato possibile che Equitalia abbia inviato una richiesta di pagamento del genere, senza controllare i limiti di prescrizione e le possibilità economiche della donna. Inoltre, ben 75 mila euro sono interessi di mora maturati a causa dei ritardi dello Stato:

E pensare che, in una città come Bari, la  richiesta folle fatta alla signora Mariella non è unica. Questo è solo un caso su centinaia. Mariella, ovviamente, non pagherà quella cifra, raddoppiata dai ritardi dello Stato. La pagheremo noi contribuenti“.

Ha concluso l’avvocato Antonacci.

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