Elezioni USA, Obama vince il secondo faccia a faccia con Romney

I primi sondaggi della Cnn attribuiscono a Obama il 46% dei consensi, mentre il repubblicano non ha superato il 39%. La Cbs parla invece del 37% e del 30%.

di Stefania Calabrese 17 ottobre 2012 23:00

Un Obama in forma smagliante vince il secondo confronto televisivo con il candidato repubblicano alla Presidenza degli Stati Uniti Mitt Romney.

Questa volta è toccato al rivale politico apparire stanco e poco convincente, capovolgendo i risultati dei sondaggi, che all’indomani del primo faccia a faccia avevano rilevato una momentanea débâcle del presidente uscente.

Il confronto si è tenuto alla Hofstra University di Hempstead, vicino a New York, al cospetto di 80 cittadini selezionati in maniera casuale tra gli elettori incerti della contea di Nassau; sono stati loro a porre le domande ai candidati, interrogandoli a proposito di lavoro, salvataggio dell’industria dell’auto, tasse, energia e politica estera.

A moderare il delicato incontro c’era Candy Crowley, giornalista della Cnn, che si è saputa destreggiare egregiamente fra gli affondi e le stoccate dei due avversari, che hanno duellato con foga.

”Con Obama finiremo come la Grecia, ha creato disoccupazione e debito”, ha attaccato Romney.
”Vuole solo diminuire le tasse ai ricchi”, ha replicato Obama.
”Pechino gioca fuori dalle regole, è un manipolatore di valuta”, dice il repubblicano, affrontando la questione cinese.

“Paghi solo il 14 per cento di tasse, minacci sfracelli contro la Cina, ma da imprenditore l’hai coccolata e hai investito i tuoi soldi in società che sono state pionieri dell’outsourcing di posti di lavoro americani finiti all’estero”, accusa il democratico.

 
Un botta e risposta infuocato, senza esclusione di colpi, che ha raggiunto il culmine quando un cittadino ha rivolto ad Obama una domanda sull’attentato in Libia in cui ha perso la vita l’ambasciatore statunitense. Pur assumendosi la responsabilità politica dell’accaduto, il presidente trova comunque il modo per colpire Romney:

“Una situazione che attiene alla sicurezza, come quella dell’attacco al consolato Usa di Bengasi, non si strumentalizza a fini politici. Io sono responsabile di quello che è successo. Troveremo chi ha ucciso Stevens. Romney invece ha fatto una battuta per fini politici mentre i nostri morti erano ancora in terra. Non si comporta così un comandante in capo”.

A questo punto il candidato repubblicano crolla: inizia a balbettare e spara una menzogna:

”Quell’atto terroristico mette in discussione tutta la politica di Obama in Medio Oriente. Vedo che solo ora Barack Obama ha ammesso che si trattava di un atto di terrorismo. Cosa che ha invece detto dopo due settimane dai fatti e non il giorno dopo”.
“Basta leggere i verbali per sapere cosa ho detto da subito”, replica immediatamente il presidente, cui fa eco Candy Crowley, che prontamente conferma: ”Lo ha detto nel giro di 24 ore”.

L’esito del dibattito è ormai segnato, dopo questo duro colpo, Romney è costretto a subire ancora Obama, il quale conclude ricordando la gaffe dell’avversario che in un fuorionda ha definito il 47% degli americani “parassiti del governo” che recitano il ruolo di vittime.
Il candidato repubblicano non ha potuto replicare perché il tempo era ormai scaduto.

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