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Eletto il Cda Rai. Ecco le 7 nomine

Dopo gli scontri degli ultimi giorni, si è finalmente giunti alla nomina dei 7 consiglieri da parte della Commissione di Vigilanza.

di Simona Vitale 5 luglio 2012 12:19
RAI, Viale Mazzini Roma

Dopo 3 tentativi andati a vuoto, nonché numerosi scontri e polemiche, l’ultimo dei quali è stato quando il Pdl ha ottenuto dal presidente del Senato Renato Schifani la sostituzione del senatore Paolo Amato, che aveva annunciato di voler votare per Flavia Nardelli, in contrasto, dunque, con le indicazioni del partito, la Commissione di Vigilanza ha eletto i 7 componenti del Consiglio di Amministrazione della RAI di competenza parlamentare.

Ecco i nomi degli eletti come consiglieri:  Antonio Verro, Guglielmo Rositani, Antonio Pilati, Luisa Todini (Pdl-Lega); Rodolfo De Laurentiis (Udc); Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo, indicati al Pd dalla società civile e quindi votati dal gruppo in commissione.

Gli eletti hanno preso ognuno 5 voti. Prima dei non eletti è Flavia Piccoli Nardelli, che ha ottenuto 4 voti. Rispetto al precedente cda, sono stati confermati Verro, Rositani e De Laurentiis.

Al termine della votazione, il presidente della commissione di Vigilanza Rai, Sergio Zavoli, ha dichiarato:

Possiamo comunque compiacerci che al di là di imprecisioni e incongruenze, contraddizioni e malesseri, manifestati legittimamente anche in quest’aula, qualcosa da oggi non sarà più come prima nel rapporto tra una politica malintesa e l’Azienda. Il segno dell’apertura di un varco c’è stato e va colto in un momento difficile per il Paese, che chiede a tutti legittimità e confronto, coesione e spirito costruttivo.

Giorgio Merlo, Pd, Vice Presidente della Commissione Vigilanza Rai ha invece aggiunto:

Malgrado i pasticci della destra e le plateali forzature regolamentari nella designazio ne dei componenti della Commissione di Vigilanza, da oggi la Rai può ripartire. Purchè affronti, tra le altre, due questioni di fondo: la salvaguardia e la conservazione del pluralismo nella sua programmazione quotidiana senza il ritorno di una insopportabile e squallida faziosità e, soprattutto, che contenga i costi e le spese aziendali. Non è più tollerabile che conduttori, artisti e comparsate varie si arricchiscano attraverso il servizio pubblico. Cioè con i soldi dei contribuenti. Ai nuovi dirigenti si chiede sobrietà, equilibrio e trasparenza. A cominciare anche dai loro stipendi.

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