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Ecco come la polizia ottiene informazioni da Facebook, Microsoft, Aol & co.

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Crypton, il sito concorrente di Wikileaks, ha messo online molti di documenti, alcuni dei quali riservati, che rivelano come le forze dell'ordine vengano in possesso di informazioni dei sociali network.

di David Spagnoletto 29 novembre 2011 17:15

Facebook's Influence In Consumer Consumption Of News Growing

33 documenti per spiegare come la polizia sia riuscita a entrare in possesso di informazioni, a volte riservate, degli utenti di Facebook e di servizi forniti da Microsoft e Aol. Informazioni che svelano tempi e spazi sulle modalità con cui questi colossi conservino i dati.

In più, ci sono anche delle guide, che “insegnano” a estrarre questi dati dai pc o dall’iPhone di una persona, oggetto d’indagine delle forze dell’ordine. Documenti e dati che scrivono i capitoli del perfetto manuale per e degli 007.

I documenti in questione sono presenti su “The Pirate Bay” e su Cryptorn.org, sito che ha visto la luce grazie a John Young, il quale ha creato il proprio archivio online. Archivio online che si è basato documenti relativi a Aol, Blizzard e Microsoft, che sono stati resi pubblici la scorsa settimana dagli attivisti di “Anonymous”. Le informazioni su Facebook, invece, arrivano da Publiclntelligence.net. sito analogo a a Wikileaks.

Grazie a queste “risorse”, la polizia ora può conoscere l’indirizzo email, il cellulare di una persona, il giorno della creazione dell’account, i log con gli Ip e gli accessi più recenti.

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