La classifica delle città italiane con più droga nell’aria

A diffondere i dati è stato il CNR, che ha scoperto la presenza di sostanze stupefacenti nell'aria delle città italiane.

di Elena Arrisico 26 ottobre 2012 12:33

Uno studio del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha scoperto la presenza di sostanze stupefacenti nell’aria di molte città italiane: in questa speciale classifica, il capoluogo della droga risulta essere Torino, seguita da Napoli, Roma e Milano. L’aria delle nostre città non è, quindi, solo inquinata, ma anche drogata: respiriamo, ogni giorno, residui di cocaina, hashish, marijuana ed altre sostanze stupefacenti e tutte senza accorgercene.

A confermarlo è stata una ricerca condotta dall’Istituto di Inquinamento Atmosferico del CNR e pubblicata, qualche giorno fa, dalla rivista scientifica Enviromental Pollution. Secondo lo studio, Torino è la città con il più alto tasso di droga nell’atmosfera con 0,26 nanogrammi di cocaina per metro cubo d’aria; seguono Napoli, Roma e Milano che registra una concentrazione di 0,12 nanogrammi di cocaina per metro cubo, 0,30 di cannabinoidi, 23 di nicotina e 0,4 di caffeina.

Le misurazioni effettuate hanno tenuto conto anche dell’alternarsi delle stagioni e, mentre la nicotina e la cocaina mostrano delle percentuali stabili durante tutto l’anno, caffeina e cannabinoidi pare abbiano un picco durante l’Inverno, con percentuali minime tra maggio ed agosto.

Il responsabile della ricerca, Angelo Cecinato, ha assicurato che le concentrazioni di droga sono talmente basse da non poter nuocere alla salute delle persone. Ad ogni modo, sono già 8 anni che si studia la presenza di droga nell’aria – quando si iniziò ad analizzare l’aria di Roma e quella di Taranto – e, da allora, si continuano a raccogliere dati sulla presenza di queste sostanze. Lo studio, adesso, è stato esteso ad altre 20 città d’Italia; il team di ricercatori spera, infatti, che misurazioni più regolari possano aiutare a collegare le percentuali ai consumi reali di sostanze stupefacenti, in modo tale da poter fornire un sistema di monitoraggio alle forze dell’ordine. Ciò che ancora non è chiaro è se la presenza di questi residui sia dovuta all’eccesso di consumo di droghe o alla presenza di raffinerie nei dintorni.

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