DDL stabilità, sì della Camera. Protestano le Regioni

Il provvedimento passerà adesso all'esame del Senato. Il voto finale è stato di 372 sì e 73 no, 16 gli astenuti.

di Elena Arrisico 22 novembre 2012 16:16

La Camera ha espresso il suo voto finale circa il DDL Stabilità 2012, che passerà adesso all’esame del Senato: il voto finale registrato è stato di 372 sì e 73 no, 16 gli astenuti. Con l’approvazione del provvedimento è destinata a crescere la protesta delle Regioni contro i tagli:

La legge di stabilità non è sostenibile, è necessario modificarla. Diversamente, iniziative forti riguarderanno non solo i Comuni, ma anche le Regioni. È la prima volta che si riduce il fondo sanitario nazionale complessivamente di ben 2 miliardi; solo a poche settimane dalla fine dell’anno la riduzione del fondo è stata di ben 900 milioni e parliamo ancora dei soldi per il 2012: tutto questo fa comprendere ai cittadini, come le difficoltà in cui si dibattono le Regioni pesano sui cittadini“.

Ha dichiarato il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, come riportato da Il Sole 24 Ore. Per le Regioni, infatti, la legge di stabilità risulta essere insostenibile su tre punti: sanità, trasporto pubblico locale e welfare.

Giovedì prossimo, vi sarà una conferenza straordinaria delle Regioni ed i governatori incontreranno anche i gruppi parlamentari del Senato e le commissioni, per poter chiedere “indispensabili modifiche al testo della legge di stabilità“, ha affermato Errani.

Se le Regioni finiranno per trovarsi con bilanci non in pareggio, i problemi ricadranno sui bilanci dello Stato e questo produrrà danni ancora più gravi. I cittadini devono sapere di chi sono le responsabilità di tutto questo“.

Ha concluso il presidente della Conferenza delle Regioni. Nel DDL, sono presenti misure come il blocco dell’aumento dell’aliquota IVA al 10 per cento, l’incremento delle detrazioni per i figli a carico e l’ampliamento degli esodati per un totale di oltre 130 mila lavoratori, in seguito all’eliminazione del taglio dell’IRPEF che ha portato un risparmio di 16,6 miliardi di euro.

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