Datagate, Berlino: “Spionaggio è reato”. La Nsa: “Obama non sapeva”

Il "Bild am Sontag" ha scritto che il presidente Usa sapeva dal 2010 dello spionaggio alla Merkel, ma l'agenzia di sicurezza americana lo ha smentito.

di Luca Fiorucci 28 ottobre 2013 9:04

Rimane alta la tensione fra Germania e Stati Uniti per lo scandalo Datagate. Il giornale tedesco Bild am Sontag ha infatti scritto domenica che il presidente americano Barack Obama sapeva fin dal 2010 che la Nsa stava spiando la cancelliera tedesca Angela Merkel, e ha riportato a conferma di ciò le rivelazioni di un alto responsabile della Nsa, secondo il quale Obama non ha messo fine a questa operazione e anzi ha lasciato che proseguisse”, e anzi la Casa Bianca avrebbe richiesto all’agenzia di sicurezza un dossier con tutti i dettagli sulla cancelliera. Alle indiscrezioni del “Bild am Sontag” è seguita una durissima presa di posizione del governo tedesco, con il ministro dell’Interno Hans-Peter Friedrich che ha dichiarato: “Lo spionaggio è un reato e quanti ne sono responsabili devono risponderne davanti alla giustizia”.

Il ministro degli Esteri, Guido Westerwelle, ha affermato invece: “Lo spionaggio tra amici e partner è altamente dannoso politicamente. Si rischia di minare i legami che ci tengono insieme e di cui abbiamo bisogno più che mai per la progettazione congiunta del futuro nel mondo globalizzato del ventunesimo secolo”. Anche Westerwelle ha poi fatto presente: “Sul suolo tedesco vige il diritto tedesco“. Nei prossimi giorni, dovrebbe recarsi a Washington una delegazione tedesca con i vertici dell’intelligence, e intanto la Spd ha chiesto che venga costituita una Commissione parlamentare d’inchiesta per far luce sulle intercettazioni telefoniche, dove dovrebbe essere sentito come testimone Edward Snowden.

Caitlin Hayden, portavoce del National Security Council della Casa Bianca, ieri si era limitato a dire: “Non abbiamo intenzione di commentare pubblicamente ogni specifica presunta attività da parte dell’intelligence. Quanto alle nostre regole, abbiamo chiarito che gli Usa raccolgono all’estero informazioni dello stesso tipo di quelle raccolte da tutte le altre nazioni”. La portavoce della Nsa Vanee Vines aveva poi spiegato che il direttore della Nsa Keith Alexander non ha discusso con il presidente Obama nel 2010 di un’operazione di presunta raccolta dati d’intelligence straniera che abbia coinvolto Angela Merkel, nè ha mai discusso presunte operazioni che coinvolgano il Cancelliere. Notizie che sostengono il contrario non sono vere”.

Il sito americano “Cryptome”, una sorta di antenato di Wikileaks, ha intanto rivelato che in Italia, nel periodo tra il 10 dicembre 2012 e l’8 gennaio 2013, la Nsa avrebbe raccolto 46 milioni di “metadati” telefonici, ovverosia dati riguardanti il numero di telefono chiamato, l’identità di chiamante e ricevente, la durata della telefonata. Secondo “Le Monde“, invece, l’agenzia di sicurezza americana avrebbe controllato in solo un mese più di 70 milioni di telefonate in Francia, mentre per “El Mundo” in Spagna, sempre nel periodo tra il 10 dicembre 2012 e l’8 gennaio 2013, sarebbero state intercettate 60 milioni conversazioni telefoniche. Stando ad un altro documento di “Cryptome”, lo spionaggio dell‘Nsa era finalizzato non solo a contrastare le attività terroristiche, ma anche a tenere sotto osservazione le intenzioni dei leader, il commercio e l’innovazione tecnologica. In tale documento, l’Italia viene considerata non un “target di alto livello“, ma con un‘importanza “sotto la Germania”.

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