Crisi Eurozona, Draghi: “Segnali di ripresa”.

Per il ministro dell’Economia Vittorio Grilli: "L'Italia non ha bisogno di aiuti". Cauto il Fondo Monetario Internazionale.

di Daniela Santoni 13 ottobre 2012 15:47
Fmi Lagarde - Bce Draghi

“La situazione migliora, ci sono segnali di ottimismo“. Parole confortanti quelle pronunciate dal presidente della Bce, Mario Draghi, al temine dell’assemblea annuale dell’ Fmi, tenutasi a Tokyo. Sulla crisi dell’Europa: ancora un pensiero positivo: “L’economia dell’Eurozona è molto meglio di quella di inizio anno”. Positivo anche l’intervento del ministro dell’Economia Vittorio Grilli che ha escluso la possibilità di ricorrere al fondo antispread della Banca centrale europea: “Non abbiamo il fiscal gap che hanno altri paesi con un deficit al 5 o al 10%. Noi abbiamo il bilancio in pareggio strutturale. Non ci servono fondi e se non ti servono fondi perché chiederli?”.

“La via delle riforme è obbligata – ha aggiunto -. si tratta di impegni assunti con l’Europa e la comunità globale: non c’è alternativa”. E conclude: “I mercati ci stanno già dando ragione”. Preoccupato è apparso invece per la disoccupazione nonostante il dato italiano sia in linea con quello europeo. L’ ottimismo è stato frenato in parte dall’ Fmi: l’economia globale “ha rallentato e incertezze permangono con rischi al ribasso” della crescita. Nelle economie avanzate “sono necessari ulteriori passaggi per assicurare una ripresa sostenibile”. La crescita è stata al centro del discorso del direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, che ha sottolineato come questa non deve essere sacrificata in nome dell’austerità, ma i Paesi devono bilanciare i propri tagli alla spesa per sostenere la creazione di posti di lavoro e la crescita futura: “In ogni Paese – ha detto – ci devono essere politiche che tengano conto del passo della crescita, del debito e delle pressioni dei mercati”.

Non vede ancora miglioramenti per l’anno in corso, ma spera che arrivino presto il commissario agli Affari economici europeo, Olli Rehn, intervenuto all’assemblea plenaria: “Il nostro scenario rimane quello di una leggera recessione nel 2012, seguita da una moderata ripresa sia nell’Ue che nell’Eurozona – ha detto il commissario -. La seconda metà di quest’anno più debole del previsto implica un notevole trascinamento negativo nel 2013 che dovrà essere smaltito”. Nonostante questo quadro difficile, comunque, ha sottolineato Rehn, “gli Stati membri che beneficiano di programmi di assistenza dovranno rispettare gli obiettivi concordati nel programma e devono realizzare pienamente e tempestivamente le misure richieste”.

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