Corte di Cassazione: i riti sadomaso possono essere reato

Una donna veniva costretta dal marito a subire giochi erotici molto duri. Ma per l'uomo lei non poteva che essere consenziente. I giudici lo hanno condannato.

di Gianni Monaco 31 ottobre 2011 16:09

Costringere il proprio partner a rapporti sadomaso può rappresentare un reato. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un marito romano. I magistrati non hanno creduto alle giustificazioni dell’uomo, che era stato denunciato dalla moglie per le continue vessazioni che aveva dovuto subire. La donna era costretta ad accettare giochi erotici molto violenti e umilianti e non era capace di evitarli per la situazione di inferiorità rispetto a lui. Per i giudici l’uomo è propenso a una certa crudeltà mentale, trasformatasi in vero e proprio disprezzo nei confronti della partner.

Insomma, non è la relazione sado-masochistica in sé a costituire il reato, ma la cattiveria di lui, l’imporre certe pratiche. Il romano si è sempre dichiarato innocente, a partire dal primo grado di giudizio. Ha affermato che una relazione di tipo sado-maso bisogna volerla in due, se no è impossibile. Nei giochi erotici, sostiene il marito, “c’erano delle inversioni di ruolo”. Quindi, quella della moglie altro non sarebbe che “una vendetta”. I magistrati della Cassazione non hanno dato credito alle sue spiegazioni e lo hanno condannato. I due ex partner sono attualmente separati.

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Tags: sesso
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