Roma, commercianti e artigiani in piazza: “Il governo ci convochi”

In 60 mila, per gli organizzatori, hanno partecipato alla manifestazione indetta dalle cinque associazioni facenti parte di Rete Imprese Italia.

di Luca Fiorucci 18 febbraio 2014 15:51
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Si è svolta oggi a Piazza del Popolo, a Roma, la manifestazione di artigiani e commercianti, giunti da tutta Italia per chiedere al governo che sta per insediarsi una svolta in politica economica, all’insegna dello slogan “Senza l’impresa non c’è Italia. Riprendiamoci il futuro“. Alla manifestazione hanno aderito le cinque organizzazioni facenti parte di Rete Imprese Italia, ovverosia Confcommercio, Confesercenti, Casartigiani, Cna e Confartigianato. I partecipanti sono giunti a Roma con 400 pullman, 7000 posti in treno e 2000 in aereo, e gli organizzatori parlano di 60 mila persone, per una mobilitazione che segue di pochi giorni la “marcia dei quarantamila”, iniziativa lanciata da Confindustria sul web e con dei flash mob.

Il presidente e portavoce di Rete Imprese Italia Marco Venturi ha affermato: “Il prossimo governo e il Parlamento devono prendere atto di questa grande forza, dell’enorme malessere, delle difficoltà che vivono le nostre imprese e devono cambiare registro, chiediamo al nuovo presidente del Consiglio di convocarci subito”. Una delle priorità per le imprese è la riduzione della pressione fiscale: “Basta usarci come una cassa continua da cui prelevare ogni volta che ce n’è bisogno, il sistema fiscale ci soffoca”, solo nel 2013 hanno chiuso per la crisi 372mila imprese, “tanti, troppi nostri colleghi hanno perso tutto” ha aggiunto Venturi.

Daniele Vaccarino, di Cna, che ha definito la manifestazione “un evento storico”, è stato ancora più duro: “La politica ci ha deluso, ma non abbiamo perso la speranza, abbiamo perso la pazienza, non siamo sereni, siamo incazzati. E il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ha avvertito il mondo politico: “E’ a rischio la pace sociale. E’ pericoloso lasciare le famiglie e le imprese sull’orlo della disperazione”. Ieri anche il segretario generale della Cgil Susanna Camusso ha detto che “le imprese hanno ragione di protestare”, anche se poi ha precisato che il sistema produttivo “è in crisi anche a causa di chi ha investito poco e ha spostato le sue risorse in finanza invece che in attività produttive”.

Presente in piazza anche l’ex viceministro Stefano Fassina, del Pd, che è stato contestato al grido di “Buffone, buffone” e “Basta, basta”, e ha dichiarato ai giornalisti: “Dobbiamo dare risposte concrete. Il cambio di governo deve servire anche a concentrarsi sulle emergenze economiche e sociali”. In piazza, senza bandiere, anche il Movimento 5 Stelle, che ha ribadito la sua proposta dell’abolizione dell’Irap per le piccole imprese, un provvedimento, hanno spiegato, “bocciato da Pd e Forza Italia, e i senatori della Lega Nord, per i quali le istanze degli imprenditori “sono sacrosante“.

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