Clandestinità, la linea di Grillo divide il M5S

Il leader ha "sconfessato" i due senatori che hanno proposto la depenalizzazione della clandestinità, ma il Movimento non vuole ritirare l'emendamento.

di Luca Fiorucci 11 ottobre 2013 11:24
Beppe Grillo

Il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo è intervenuto ieri con un post sul suo blog, firmato anche da Gianroberto Casaleggio, per “sconfessare” i due senatori del Movimento, Maurizio Buccarella e Andrea Cioffi, che avevano fatto approvare in Commissione Giustizia del Senato un emendamento per l’abolizione del reato di immigrazione clandestina: La loro posizione in Commissione è del tutto personale, non faceva parte del programma. Noi non siamo d’accordo sia nel metodo che nel merito” si legge nel post.

Grillo e Casaleggio sostengono inoltre che se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità, presente in Paesi molto più civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, il M5S avrebbe ottenuto delle percentuali da prefisso telefonico“, e contestano che la posizione “non è mai stata discussa in assemblea con gli altri senatori del M5S” e “non è mai stata sottoposta ad alcuna verifica formale all’interno”. Il Movimento ha poi tenuto un’assemblea congiunta di deputati e senatori, che hanno deciso di non ritirare l’emendamento, ma di discutere comunque della questione in un incontro con Grillo. Nel pomeriggio, l’ex comico ha ribadito, sul suo blog, che “ogni nuova proposta deve essere votata dagli attivisti”. Resta tuttavia la difficoltà di consultare gli attivisti per l’assenza di una piattaforma digitale per la “democrazia diretta” tanto promessa da Grillo.

Diverse, però, le voci critiche nei confronti del leader. Maurizio Romani, ad esempio, ha affermato: “Sono arrabbiato. Non concordo con la posizione di Grillo e Casaleggio. L’emendamento era stato approvato in assemblea”. Per Alessandro Di Battista, invece, da sempre più vicino alla linea ufficiale, “il metodo usato dai senatori è sbagliato, non è stata consultata l’assemblea”. I due senatori che hanno presentato l’emendamento, Buccarella e Cioffi, si sono difesi: “Noi pensiamo di aver svolto il nostro lavoro al meglio e non pensiamo di aver commesso errori”Cioffi ha poi aggiunto: Abbiamo fatto una cosa sacrosanta, ora ne parleremo in Assemblea e deciderà la maggioranza. Ci sono stati migliaia di emendamenti presentati dal nostro gruppo, proposte di legge e interpellanze e tutte sono state discusse con chi ne aveva competenza anche se non erano nel programma elettorale“.

Molti senatori e deputati “grillini”, prima dell’intervento del leader, avevano rivendicato l’emendamento approvato in Commissione Giustizia come un successo del Movimento. Mercoledì sera era stato diramato dall’ufficio stampa al Senato del M5S un comunicato nel quale si sottolineava la posizione del Movimento, che aveva dato l’annuncio dell’approvazione dell’emendamento dal suo account twitter ufficiale. I “grillini”, quindi sembravano essere compatti sulla questione. Intanto, anche sul blog e su twitter, sono piovute le critiche a Grillo, con alcuni che hanno accusato: “State solo pensando a prendere i voti della Lega“. 

0 condivisioni e commenti
Condividi e commenta!

Commenti