Pdl, Cicchitto: “Potremmo disertare il Consiglio nazionale”

L'ex capogruppo, fra le "colombe" del partito, ha parlato di una "radicalizzazione dello scontro", che farebbe mancare "le condizioni per un dibattito sereno".

di Luca Fiorucci 12 novembre 2013 14:26
Fabrizio Cicchitto

E’ sempre più scontro aperto all’interno del Pdl tra “falchi” e “colombe”, tra “lealisti” e “governativi”, e, in attesa del consiglio nazionale del 16 novembre che dovrebbe portare allo scioglimento del partito e al ritorno a Forza Italia, è iniziata la conta fra i due “schieramenti” per vedere se c’è la possibilità di una scissione dei “governativi”. Oggi la “colomba” Fabrizio Cicchitto, in un’intervista al “Mattino”, ha minacciato la possibilità di disertare il consiglio nazionale di sabato:

“Nelle ultime ore c’è stata la radicalizzazione dello scontro da parte di fuochisti, lealisti e falchi, per cui sembra che vengano meno le condizioni per un dibattito sereno. Aggiungo anche che non è chiaro l’ordine del giorno e neanche il contesto nel quale una riunione così delicata dovrebbe svolgersi. Ecco dunque che i dubbi sulla nostra partecipazione sono meritevoli di approfondimento”

ha affermato. Cicchitto ha poi spiegato che una parte del Pdl si riconosce nelle posizioni del segretario Angelino Alfano, ma “non si tratta di scippo” del partito a Berlusconi, e ha aggiunto che “in ogni caso è assolutamente sbagliato fare questa accelerazione ai danni del governo”, perchè “se si va ad elezioni immediate il centrosinistra è già pronto con Matteo Renzi e noi invece non abbiamo un candidato, visto che Alfano non è condiviso da gran parte del partito”, ma, anche qualora non si voti in tempi brevi, c’è il rischio che si passi da un “governo amico” ad un “governo ostile, nel quale il Pdl non ci sarebbe”.

L’ex capogruppo ha anche ribattuto al paragone fatto domenica dal Cavaliere con gli scarsi risultati elettorali di Fini dopo la sua rottura con il Pdl, con il quale Berlusconi voleva forse far capire agli “innovatori” i rischi in cui potrebbero incorrere in caso di scissione: “Penso che non ci sia nessun motivo per cui si debba bollare alcuni esponenti del partito come traditori, mentre la storia di Gianfranco Fini non c’entra proprio niente con quanto sta accadendo”.

 Fra i cosiddetti “falchi”, invece, Daniela Santanchè, che oggi dovrebbe far da madrina ad una cena con questa parte del Pdl, a cui potrebbe presenziare l’ex premier, ha spiegato ieri sera su Rete 4 che bisogna “essere tutti d’accordo che si torna a Forza Italia e che tutte le deleghe sono in mano a Berlusconi“, ed ha avvertito: “Se c’è qualcuno che preferisce la poltrona del ministro, pensando di essere diventato capace e di essere il più bravo, si sveglierà e sarà un incubo. Oggi, inoltre, i cosiddetti “innovatori” di Alfano dovrebbero presentare la lettera-documento indirizzata a Berlusconi in vista proprio del consiglio nazionale. Nel documento, firmato da circa la metà dei membri della Direzione nazionale, verrebbe ribadita la necessità di mantenere l’appoggio all’esecutivo anche in caso di decadenza del Cavaliere, pur non volendo comunque la scissione del partito.

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