Christian Frommert, l’uomo anoressico che ha shockato la Germania

Nelle 317 pagine di Dann iss halt was! Christian ha raccontato la sua battaglia contro la malattia per poter essere utile al prossimo.

di Simona Vitale 8 aprile 2013 19:22

Normalmente l’anoressia è associata per lo più al mondo femminile più giovane. Suscita dunque attenzione il caso di un uomo Christian Frommert, ex manager della Telekom, che ha scritto un libro sull’esperienza dell’anoressia da lui vissuta personalmente e messa in evidenza dal giornale Die Bield. Alto ben un metro e ottantaquattro, Christian è arrivato a pesare, nei suoi momenti, peggiori addirittura 39 chilogrammi. Nelle 317 pagine di Dann iss halt was! Christian ha raccontato la sua battaglia contro l’anoressia, cercando di poter essere in qualche modo utile al prossimo grazie alla testimonianza delle difficoltà e dei problemi che ha dovuto attraversare nel lungo percorso che lo ha condotto a diventare anoressico.

Da sempre dedito al suo lavoro, Frommert ha raccontato di essersi sentito perso quando Telekom ha terminato la sponsorizzazione per il ciclismo, a seguito dello scandalo doping che ha investito il ciclista Jan Ulrich. “Nella mia paura e nell’impotenza ero alla ricerca di qualcosa per dimostrare a me stesso che avevo ancora il controllo su me stesso e la risposta è stata il cibo”, ha raccontato Christian, che da giovane era obeso.

Uomo anoressico

Sebbene non sia ancora completamente guarito e pensi di essere ingrassato quando qualcuno gli dice “come stai bene“, l’uomo racconta di problematiche quotidiane come il fatto di non riuscire a camminare a piedi scalzi, poiché la pelle è screpolata e l’osso è troppo in fuori. L’anoressia sembra avergli dato costanza, nel gesto di mangiare sempre la stessa cose agli stessi orari: frutta alle 14:30 e alle 19:00.

“Ho ricevuto lettere anonime di insulti che mi auguravano di morire in fretta ma sono state più le reazioni positive. In molti mi hanno incoraggiato ed erano felici per me perché avevo fatto la cosa giusta, scegliendo di dare voce alla malattia”, ha aggiunto Frommert, che ha anche spiegato di essersi spinto a scrivere il libro mosso anche dalla necessità di lasciarsi alle spalle quanto successo e guardare al futuro con maggiore fiducia e sicurezza.

Nelle intenzioni dell’uomo, ora, c’è anche la volontà di creare una fondazione per sensibilizzare le persone sul mondo dell’anoressia.

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