Caso Mills, chiesti 5 anni di carcere per Berlusconi

Per il processo Mills stamani il pm della Procura di Milano Fabio De Pasquale ha chiesto 5 anni di carcere nei confronti di Silvio Berlusconi per corruzione: "c'è certezza, al di là di ogni ragionevole dubbio, della colpevolezza dell'imputato".

di Massimiliano Dramis 15 febbraio 2012 21:17

Continuano le grane giudiziarie per Silvio Berlusconi. Dopo gli ultimi aggiornamenti non proprio positivi per l’ex Premier per il processo Ruby, è in arrivo un’altra batosta per il Cavaliere. La procura di Milano ha chiesto per lui 5 anni di condanna in carcere per corruzione in riferimento al processo Mills. L’ex Premier è accusato di aver versato 600mila dollari all’avvocato inglese David Mills in cambio di dichiarazioni reticenti nei processi per la Guardia di Finanza e All Iberian.

Stamani, difatti è stata aggiornata la requisitoria  del pm Fabio De Pasquale, che era iniziata sabato. Ecco quanto affermato dal pm:”c’è certezza, al di là di ogni ragionevole dubbio, della colpevolezza dell’imputato, esiste una fittizia sequenza di carte per sostenere la tesi che i 600 mila dollari, ritenuti il prezzo della corruzione, provenivano dall’armatore Diego Attanasio. Mills mise in piedi operazioni bancarie costose e complicate per impedire l’accertamento della verità”.

Durante l’udienza, è intervenuta anche Gabriella Vanadia, avvocato dello Stato che in questo processo rappresentante della presidenza del Consiglio. In virtù del suo ruolo ha chiesto non solo la conferma della condanna richiesta dal pm De Pasquale, ma anche  un risarcimento di 250 mila euro per “il danno d’immagine provocato dal comportamento dell’ex Premier”.

Importanti novità anche per ciò che concerne la possibilità della prescrizione per il processo. Difatti, sempre secondo De Pasquale, la scadenza dei termini non è prevista per il mese di febbraio, bensì tra il 3 maggio e luglio 2012. Secondo quanto afferma il pm il calcolo per i tempi di prescrizione deve partire dalla data di consumazione del reato, quindi il 3 maggio qualora il reato sia stato commesso l’11 novembre del 1999, oppure la metà di luglio nel caso in cui sia stato effettuato il 29 febbraio 2000. Inoltre, è stato precisato che nel computo totale bisogna calcolare anche le udienze saltate per i “legittimi impedimenti” dell’ex Premier che furono chiesti quando Berlusconi presiedeva il Governo.

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