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Casini ed Alfano sostengono Monti nei rispettivi partiti

Casini ed Alfano sostengono Monti nei rispettivi partiti

Al momento nel Pdl e nell’Udc, maggiori sostenitori del governo tecnico di Monti, sorgono sempre più spesso polemiche e rimbrotti, che rischiano di far naufragare prima del tempo la tanto annunciata azione di governo per salvare l’Italia. Per cui i leader di questi partiti si danno da fare e cercano di convincere al meglio i membri dei propri partiti che continuare a sostenere il governo è la scelta migliore.

Il segretario del Pdl, Angelino Alfano,  ha risposto agli scontenti del suo partito da Reggio Emilia: “se si andasse al voto domani faremmo le elezioni in un tempo di crisi molto grave, è meglio sostenere questo governo che andare alle elezioni subito, ciò che accadrebbe senza questo governo sarebbe a mio parere assai peggiore di ciò che succederebbe nel tempo necessario ad organizzare le elezioni.”

Sulla stessa onda è anche il Presidente del Senato Schifani, il quale ha commentato da Palazzo Madama al termine del concerto di Natale: “andare al voto in tempi brevi sarebbe un nonsenso e non avrebbe alcuna giustificazione politica, dato il quadro drammatico della situazione economica. Si tratterebbe di un passo contraddittorio, visto che le forze politiche si sono assunte le loro responsabilità per fare sistema e sostenere il governo tecnico.” Le risposte dai “nuovi malpancisti” per il momento si faranno attendere ed anzi sembra che rimarranno tutte interne al Pdl, dove sembra sia in atto un tentativo di silenziare questa piccola crisi interna.

Pier Ferdinando Casini invece affronta l’argomento più direttamente e da Roma annuncia che “nessuno avrà il coraggio di mandare a casa Monti: significherebbe tagliare il ramo di un albero su cui si è seduti, mandare a fondo se stessi e il Paese“. Solo membri minori dunque ad essere in disaccordo con l’appoggio al governo tecnico, visto che i principali esponenti del Terzo polo(Casini, Fini e Rutelli) si sono detti tutti concordi in un sostegno pieno ed incondizionato.

Per cui Fini aggiunge: “il governo Monti non è il fallimento della politica, ma un’ assunzione di responsabilità della politica.” Insomma dal punto di vista del Terzo Polo finalmente i politici lavorano a favore dell’Italia; tuttavia rimbombano assordanti, sebbene chiassose e contornate dalle solite sciocchezze secessionistiche, le grida dell’opposizione leghista, che chiede a gran voce come un governo non eletto dai cittadini possa non essere un fallimento.

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