Carne di cavallo anche in Italia, Nestlè ritira pasta ripiena Buitoni

Dopo lo scandalo di hamburger e lasagne Findus, anche due prodotti di pasta surgelata Buitoni vengono ritirati dal commercio a causa della carne equina.

di Stefania Calabrese 19 febbraio 2013 11:28

Ravioli e tortellini Buitoni, società del gruppo Nestlé, sono stati ritirati dalla vendita in Italia e in Spagna perché contenenti tracce di carne equina superiori all’1%, che rappresenta la soglia massima consentita senza che il dato venga espresso sull’etichetta.

Il colosso agro-alimentare ha assicurato in una nota che non vi sono problemi di sicurezza alimentare, in quanto la questione riguarda unicamente il ripieno prodotto dallo stabilimento tedesco della H.J. Schypke, che fornisce alla multinazionale carne di manzo, ma che processa per proprio conto anche carne di cavallo.

”Stiamo rafforzando i controlli di qualità con nuovi test“, ha puntualizzato la Nestlé.  “Assicurare la qualità e la sicurezza dei nostri prodotti è stata sempre una priorità per Nestlé. Ci scusiamo con i consumatori e assicuriamo che le azioni prese per far fronte a questo problema si tradurranno in più alti standard e in una rafforzata tracciabilità“.

I prodotti ritirati dagli scaffali, fra i quali anche le Lasagnes a la Bolognaise Gourmandes, provenienti dalla Francia, verranno sostituiti quindi con nuovi prodotti ”che i test confermeranno essere al 100% di carne di manzo”.

Dopo lo scandalo degli hamburger inglesi Findus, l’Unione Europea ha imposto una serie di ulteriori test sul dna della carne impiegata per verificarne l’effettiva composizione. L’unico Paese ad opporsi ai nuovi controlli è stata proprio l’Italia, che a livello europeo rappresenta il primo consumatore di carne di cavallo. La Germania invece, come spiega il Financial Times, applicherà un piano di controlli in dieci punti che va oltre il provvedimento Ue, alla ricerca di altri additivi non dichiarati in etichetta.

Lo scandalo della carne equina ha tuttavia sortito effetti negativi sulla vendita dei prodotti surgelati, soprattutto in Inghilterra, dove gli hamburger hanno subito un crollo del 40% e addirittura – secondo un sondaggio Nielsen – ben i due terzi dei cittadini inglesi si son detti contrari all’acquisto di prodotti surgelati in futuro.

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