Cane in visita al padrone detenuto in carcere, accade a Bologna

In via del tutto eccezionale il direttore della Dozza, Ione Toccafondi, ha autorizzato l'incontro tra un 24enne e la sua fedele amica a 4 zampe.

di Simona Vitale 28 novembre 2012 15:37

Bell’esempio di civiltà e rispetto sembra offrire la storia di cui ci giunge testimonianza da Bologna. Per un motivo o per l’altro, difficile è per l’essere umano in quanto tale accettare la lontananza dalla persona amata. Lo è ancor di più per i nostri fidati amici a 4 zampe. Ne sa qualcosa Caterina, un cane di razza American Staffordshire che, improvvisamente, è stata strappata via al suo padrone di 24 anni, attualmente in carcere alla Dozza di Bologna. 

In via del tutto eccezionale, Caterina è stata autorizzata a varcare la soglia dell’istituto penitenziario per riabbracciare il suo amato padrone. L’incontro tra i due ha avuto luogo in uno spazio aperto della Dozza, dove il 24enne ha potuto giocare con la fedele amica a 4 zampe che, teneramente, ha risposto a tutti i suoi richiami. Tutto è andato bene, fino al triste momento del saluto che si è concluso con i guaiti addolorati del cane che si è reso ben conto del fatto che la compagnia del suo padrone le veniva nuovamente sottratta chissà fino a quando, essendo il 24enne detenuto in attesa di giudizio.

L’occasione per l’ingresso di Caterina nel carcere della Dozza è stata la Festa delle Famigliee ad accompagnarla in visita c’era la compagna del giovane detenuto, che si sta, nel frattempo, prendendo cura di lei. Sono stati gli avvocati del giovane ad aver presentato l’istanza con la richiesta di far entrare il cane in carcere in virtù del grande rapporto di affetto che lega l’animale e il suo padrone, cementato da anni di convivenza. L’avvocato Dario Bolognesi di Ferrara ritiene che l’incontro sia stato un’esperienza positiva sia per il detenuto che per il suo cane, nel pensiero che un giorno la visita degli animali in carcere, che questa volta è stata concessa in via speciale dal direttore della Dozza, Ione Toccafondi, possa diventare una normale pratica come avviene per gli esseri umani.

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