Camorra, arrestato l’ex sottosegretario Cosentino

L'ex parlamentare Pdl è stato arrestato assieme ai fratelli con l'accusa di estorsione e concorrenza sleale aggravata dalla finalità camorristica.

di Luca Fiorucci 3 aprile 2014 15:34
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L’ex sottosegretario all’Economia ed ex parlamentare del Pdl Nicola Cosentino è stato arrestato questa mattina assieme ai fratelli Giovanni e Antonio con le accuse di estorsione e concorrenza sleale aggravata dalla finalità camorristica nell’ambito di un’inchiesta sulla vendita di carburanti in provincia di Caserta. Oltre ai fratelli Cosentino sono state arrestate o messe ai domiciliari altre dieci persone, fra cui Pasquale e Antonio Zagaria, fratelli di Michele, boss del clan dei Casalesi, e poi tre funzionari dell’ufficio tecnico del comune di Casal di Principe, un funzionario della Regione Campania e due dipendenti della Q8 Petroleum Italia.

Secondo il pm di Napoli, i fratelli Cosentino, proprietari di vari distributori di carburante, in concorso con dirigenti pubblici, funzionari della Regione Campania e del Comune di Casal di Principe, e grazie alla complicità di alcuni funzionari della Q8, avrebbero ottenuto più rapidamente il rilascio di permessi e licenze per la costruzione di impianti, anche quando vi erano cause ostative, e avrebbero costretto funzionari del comune di Casal di Principe e della Regione Campania a rallentare o impedire, anche tramite atti amministrativi illegittimi, la costruzione di impianti di aziende concorrenti. L’inchiesta sarebbe scattata grazie alle denunce di Luigi Gallo, titolare di una stazione di servizio in costruzione a Villa di Briano, in provincia di Caserta, che aveva chiesto l’autorizzazione per l’apertura di un distributore di benzina che avrebbe bloccato una richiesta simile dei fratelli Cosentino per la distanza minima tra le due stazioni prevista dalla normativa allora vigente.

I Cosentino sarebbero prima riusciti ad ottenere comunque, ingiustamente, l’autorizzazione da parte del comune di Casal di Principe, e in seguito avrebbero minacciato pesantemente Gallo. Avrebbero contributo all’indagine anche le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia e l’acquisizione della documentazione sull’apertura di due nuovi distributori di carburanti nel comune di Casal di Principe e in quello di Villa di Briano. Secondo i magistrati della DDA di Napoli e l’aggiunto Giuseppe Borrelli, inoltre, Nicola Cosentino aveva un “rapporto stabile” con il clan camorristico dei Casalesi, al punto che “i vertici del clan avevano imposto agli affiliati il divieto di estorsioni ai danni degli impianti riconducibili a Cosentino.

Per l’ex parlamentare del Pdl si tratta del secondo arresto in poco più di un anno: Cosentino, infatti, il 15 marzo 2013, si presentò assieme ai suoi avvocati al carcere partenopeo di Secondigliano, poiché era stata emessa nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’inchiesta “Il Principe e la Scheda Ballerina”. Il 12 giugno l’ex sottosegretario ottenne gli arresti domiciliari, che trascorse prima in una villetta a Sesto Campano, in provincia di Napoli, poi nella sua casa di Caserta. Lo scorso 8 novembre, Cosentino, imputato nel processo sul presunto impiego di capitali illeciti per la costruzione, mai avvenuta, di un centro commerciale a Casal di Principe, era tornato in libertà, su decisione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

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