Cameron annuncia: “Referendum sull’Ue: dentro o fuori”

Il premier britannico ha spiegato che vorrebbe "un'Europa migliore" ma tra gli inglesi è forte "la delusione verso l'Ue". Freddezza delle diplomazie europee.

di Luca Fiorucci 23 gennaio 2013 20:24
David Cameron

Il premier britannico David Cameron ha tenuto il suo atteso discorso sui rapporti tra la Gran Bretagna e l’Unione Europea, e ha annunciato un piano di allontanamento dall’Europa in due fasi: prima una trattativa per ridefinire i rapporti fra le nazioni dell’Unione, poi un referendum per decidere se rimanere dentro o fuori l’Europa, da tenersi per la fine del 2017. “La scelta sarà molto semplice, se restare o uscire” ha affermato Cameron, aggiungendo: “Bisogna scegliere con molta attenzione perchè non ci sarebbe ritorno, sarebbe un biglietto di sola andata“. Il premier ha spiegato inoltre: “Non sono un isolazionista, vorrei un’Europa migliore: l’obiettivo della Ue è garantire la prosperità“.

Cameron ha chiarito poi che gli inglesi sono per natura indipendenti e non vedono affatto di buon occhio l’idea di un’unione politica, e che “oggi la delusione verso la Ue è ai livelli più alti di sempre“. Per il premier britannico, vi sono oggi “tre sfide fondamentali: il problema dell’Eurozona, che sta portando a cambiamenti fondamentali, la crisi della competività europea” e infine il crescente “divario tra Ue e cittadini negli ultimi anni, che rappresenta una mancanza di senso democratico“. Cameron ha aggiunto: “Se non affrontiamo queste sfide il pericolo è che l‘Europa fallisca e che il popolo britannico chieda di uscire dall’Unione Europea e io non lo voglio questo. Voglio un rapporto che ci unisca all’Ue“.

Il premier ha spiegato inoltre che sempre più spesso le istituzioni europee vengono viste come un consesso di burocrati che decidono alle spalle dei popoli: “La gente è sempre più frustrata dal fatto che decisioni prese sempre più lontano da casa abbassino i loro standard di vita attraverso austerità forzate o che i soldi delle loro tasse siano usati per soccorrere governi dall’altra parte del continente” ha affermato. Non si sono fatte attendere le reazioni dei rappresentanti delle istituzioni europee e degli altri Stati membri dell’Unione. Il presidente della Commissione Europea Manuel Barroso ha così commentato: “L’Unione Europea vuole che la Gran Bretagna resti in Europa, è nell’interesse di entrambi mantenere Londra attiva e al centro dell’Europa”.

Per il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, il discorso di Cameron era più “sulla politica interna che sulla realtà europea, più rivolto alle parti euroscettiche che ai partner europei“. Il presidente francese Francois Hollande ha espresso l’auspicio che Londra “resti nell’Unione Europea“, e la sua portavoce ha sottolineato: “Essere membro dell’Unione Europea comporta degli obblighi“, tra cui quello della “solidarietà”. Dall’Italia, invece, l’ex ministro degli Esteri Franco Frattini si è augurato “che gli inglesi decidano di restare nell’Unione Europea, ma tutto dipende dalla capacità dei leader d’Europa per portare avanti misure coraggiose”.

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