Caccia agli esopianeti, adesso è la volta dell’Italia

Al satellite americano Kepler, in cerca di esopianeti, si aggiungerà presto l'europeo CHEOPS.

di Elena Arrisico 24 ottobre 2012 17:31

Scienziati italiani impegnati nella caccia agli esopianeti, cioè quei pianeti intorno ad altre stelle presenti nella nostra stessa galassia. Gli astronomi al lavoro sulla ricerca sono quelli dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), appartenenti agli osservatori di Torino, Padova, Palermo e Catania della Fondazione Galileo Galilei e coordinati dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), che partecipa al progetto CHEOPS (Characterizing Exoplanets Satellite) dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).

La missione ha per obiettivo le stelle dove sono già stati individuati dei pianeti ed altre dove esiste la concreta possibilità che possano esserci; si indagherà, dunque, sui corpi planetari che transitano davanti alla stella-madre con un raggio da uno a sei volte quello della Terra e con una massa fino a venti volte superiore alla nostra:

Con CHEOPS potremo misurare la dimensione dei pianeti con grande accuratezza e da questa misura risalire alle altre caratteristiche“.

Ha spiegato Isabella Pagano dell’INAF di Catania, mentre Barbara Negri – responsabile dell’esplorazione ed osservazione dell’Universo in ASI – ha affermato:

La missione sarà realizzata in 5 anni ed è stata scelta fra 26 proposte europee per il suo notevole interesse scientifico“.

Per la ricerca, verrà utilizzato lo spettrografo Harps-N installato sul telescopio nazionale Galileo alle isole Canarie e, in Italia, saranno realizzati lo specchio primario e secondario del telescopio imbarcato sul satellite, lo schermo protettivo del veicolo spaziale dalla radiazione solare ed il sistema di calibrazione per il puntamento. CHEOPS verrà lanciato nel 2017 ed i dati verranno raccolti dalla stazione ASI di Malindi, che poi li immagazzinerà per lo studio dell’ASI Science Data Center all’ESRIN di Frascati.

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