Brunetta: “Italicum entro Pasqua”. Renzi: “Niente ultimatum”

Per il capogruppo di Fi, se la riforma elettorale non viene approvata entro Pasqua, salta il patto con Berlusconi, e il premier dovrebbe pensare a dimettersi.

di Luca Fiorucci 7 aprile 2014 19:41
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Il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta ha lanciato oggi, dai microfoni di Sky Tg 24, un ultimatum al governo sulla legge elettorale, dicendo: “Noi chiediamo a Renzi, se vuole mantenere la parola, se vuole mantenere i patti, di approvare la riforma elettorale prima di Pasqua, altrimenti casca l’accordo con Berlusconi, con Forza Italia”. Già nei giorni scorsi, Berlusconi aveva minacciato di far saltare l’accordo sulle riforme, e ieri il ministro Boschi aveva replicato: “Se dovesse sfilarsi, si andrebbe avanti con i soli voti della maggioranza“, anche se al Senato il governo rischierebbe di non avere i numeri, e potrebbe in tal caso cercare di allargare la maggioranza a Sel e agli ex grillini.

Sempre Brunetta, invece, ha poi incalzato: “Se è in grado Renzi approvi la riforma elettorale, così come è stata approvata dalla Camera, prima di Pasqua, se non è in grado, non ha i numeri per farlo, ne tragga le conseguenze, magari anche con le sue dimissioni”. Quanto alla riforma del Senato, il cap0gruppo forzista ha sottolineato come questa, pur essendo stata approvata dal consiglio dei ministri, “non è stata consegnata agli uffici di Palazzo Madama, il che vuol dire che non esiste ancora, che ci stanno ancora lavorando”. Il premier Matteo Renzi ha presto replicato all’esponente di Fi, dicendo: “Sulle riforme non accettiamo ultimatum da nessuno, meno che meno da Brunetta. Se stanno al gioco delle riforme bene, se no al Senato, ce la facciamo”.

Il premier ha poi smentito le indiscrezioni su un possibile incontro tra lui e Berlusconi:Non mi risultano incontri”. Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi ha invece precisato che non ci sono i tempi per approvare l’Italicum prima di Pasqua: “E’ un’idea di Brunetta, il testo (della legge elettorale) deve essere ancora esaminato dalla commissione del Senato e a Pasqua mancano dieci giorni”. Brunetta aveva inoltre nuovamente avvertito il premier: “Se Renzi pensa di avere un rapporto leonino con i suoi contraenti, come siamo noi, si sbaglia e di grosso”. Già in mattinata, alcuni esponenti renziani avevano voluto a loro volta mettere in guardia i forzisti, temendo che alcuni di questi possano intralciare il percorso delle riforme, sulle quali invece, ha affermato Matteo Richetti, “Renzi non farà la fine di D’Alema e della Bicamerale”.

Mentre Dario Nardella ha ricordato l’altro motivo di insofferenza dei berlusconiani, ossia l’imminente pronuncia della magistratura sugli arresti domiciliari o sull’affidamento ai servizi sociali per l’ex premier, con tutte le possibili conseguenze: “Quando Berlusconi e Forza Italia hanno preso un impegno davanti al Paese, sapevano bene quali fossero i destini giudiziari del loro leader”. In mattinata, intervenendo alla trasmissione “Fatti e misfatti” su Tgcom24, si era detto d’accordo con Brunetta anche Giovanni Toti, consigliere politico di Forza Italia: “Ha ragione Brunetta: la legge elettorale è parcheggiata al Senato e non ancora incardinata. La teniamo lì perchè? Votiamola subito“.

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