Brexit, gli inglesi chiedono un nuovo referendum

Una petizione che ha portato alla raccolta di un milione ed ottocentomila firme chiede un nuovo referendum sulla Brexit, ma non si sa se si arriverà ai voti.

di antoniorug 25 giugno 2016 18:48
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Un milione ed ottocentomila firme sono state raccolte finora per una petizione che chiede al parlamento inglese di organizzare un nuovo referendum per riconsiderare l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. La petizione, che è stata pubblicata sul sito del parlamento britannico all’indirizzo https://petition.parliament.uk/petitions/131215, è riuscita a mandare in tilt lo stesso sito a causa dei numerosi accessi che non accennano a diminuire.

Brexit

La richiesta di coloro che hanno firmato la petizione è quella di promulgare una nuova legge che consenta la ripetizione del referendum in caso di un risultato del Leave o del Remain inferiore al 60% e che abbia come condizione minima un’affluenza alle urne non inferiore al 75%, insomma un vero e proprio escamotage per riuscire a ritornare alle urne. Una richiesta di certo sensata se si dà un’occhiata ai dati di Google Trends legati alla Gran Bretagna, che ha visto crescere a livello esponenziale la ricerca di frasi quali cosa significa lasciare l’UE e cosa è l’Unione europea, seguite da Quali sono i paesi che appartengono all’UE, Cosa succede se lasciamo l’UE e Quanti sono i Paesi membri, tutti elementi che fanno sicuramente pensare che questo referendum non è stato affrontato dai cittadini inglesi con la piena consapevolezza riguardante il significato di questa scelta ed infatti dopo che la Gran Bretagna ha preso la storica decisione di abbandonare l’Unione Europea, sono aumentate del 100% le ricerche riguardanti le modalità per ottenere un passaporto irlandese o come trasferirsi a Gibilterra.

Tony Blair ha criticato aspramente l’operato del collega Corbyn riguardante questo referendum: “Ha dato un sostegno insufficiente alla causa del Remain. Non è riuscito a spiegare all’elettorato laburista che questo non era un voto di protesta contro il governo conservatore, la sua politica, i suoi tagli. Ha permesso che un’ampia parte del nostro elettorato votasse per Brexit, insieme a Ukip e all’ala più euroscettica dei Tories. Senza i voti del Labour, Brexit non avrebbe vinto“.

Il Brexit ha avuto effetto anche fra i conservatori, che secondo il Times si stanno organizzando per impedire che Boris Johnson, ex sindaco di Londra e leader della campagna pro-Brexit, diventi primo ministro in seguito alle annunciate dimissioni di David Cameron.

Persino la Regina Elisabetta, la sovrana più longeva nella storia britannica e da sempre propensa all’unità, sarebbe pronta a cedere la reggenza a Carlo, dato che a 90 anni non sarebbe così propensa a questo cambiamento che potrebbe causare diversi scossoni all’interno del Regno Unito.

Se da un lato la rigida legislatura britannica fa pensare che l’organizzazione di un nuovo referendum sulla Brexit come richiesto dai firmatari della petizione che sta letteralmente spopolando in Gran Bretagna possa essere altamente improbabile, sebbene le petizioni inviate al governo e al parlamento che raccolgono almeno centomila firme vengono automaticamente prese in considerazione per un dibattito parlamentare, ma d’altro canto tocca pensare a quelle che potrebbero essere le conseguenze legate a questa scelta, come un referendum che possa garantire l’indipendenza alla Scozia dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’UE, una mossa politica che secondo il premier scozzese, Nicola Sturgeonrappresenta certamente un’opzione concreta“. In seguito alla diffusione dei risultati del referendum, che hanno visto la Scozia dichiararsi totalmente a favore della permanenza della Gran Bretagna nell’UE, il governo scozzese potrebbe decidere inoltre di avviare discussioni immediate con Bruxelles per riuscire a proteggere il posto nell’Unione Europea della Scozia. La Brexit potrebbe riaccendere gli animi anche in Irlanda del Nord, che a breve potrebbe richiedere la riunificazione a Dublino, rimasta fedele all’Unione Europea: il Regno Unito ha insomma creato una tempesta perfetta sull’Europa che rischia di mandare in crisi non solo il sistema economico, ma anche lo spirito unitario che faticosamente si stava cercando di creare.

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