Bossi si dimette da segretario della Lega: “Scelta irrevocabile”

di Simona Vitale 5 aprile 2012 17:09

La bufera continua a imperversare sulla Lega Nord. Umberto Bossi ha rassegnato le dimissioni da segretario di partito e sembra, secondo quanto si apprende dal Consiglio Federale, che la sua scelta sia irrevocabile. La notizia giunge proprio quando sempre più consistenza stava prendendo l’ipotesi che il leader del Carroccio “avesse dato dei soldi in nero al partito”. Ora si tratta di capire se il Consiglio accetterà o meno le dimissioni.

In alcune telefonate intercettate tra l’ex tesoriere della Lega, Francesco Belsito, indagato per truffa ai danni dello Stato, riciclaggio e appropriazione indebita, e Nadia Dagrada, segretaria amministrativa del Carroccio, la donna parla apertamente del nero che Bossi senior dava al Partito.  Un nero che secondo gli investigatori “è riconducibile a denaro contante che può avere varie origini, dalle tangenti alle corruzioni o ad altre forme di provenienza illecita e non tracciabile”. Le inchieste condotte dalle Procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria hanno portato a scoprire poi che il figlio del Senatur Renzo Bossi e la fidanzata Silvia Baldo si sono recati nella sede della Lega di via Bellerio, portando con loro diversi faldoni a causa della paura per imminenti controlli.

Inoltre, i carabinieri del Noe e la Guardia di Finanza hanno sequestrato ieri la cassaforte di Francesco Belsito e sembra che all’interno fosse presente, tra i vari documenti anche unacartella che ha l’intestazione The Family. Ovviamente, l’ipotesi principale e più plausibile sembra essere quella che tale cartella contenga notizie riguardanti i movimenti di denaro destinati a saldare i conti della famiglia Bossi. Sembra che nella cartella ci sia anche spazio per dei soldi destinati a Roberto Calderoli, relativamente ai quali lo stesso Belsito, in un’intercettazione telefonica con la Dagrada, si chiedesse come avrebbe mai potuto giustificarli. Il tutto con tanto di rassicurazione da parte della donna che avrebbe poi tranquillizzato il tesoriere dicendogli che nel giro di un anno la cosa era alquanto fattibile.

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