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Bosone di Higgs, secondo un ricercatore americano è un falso

Secondo Ian Low il decadimento delle particelle al livello di energia di 126 GeV potrebbe essere stato causato da un'altra particella che non è il bosone.

di Simona Vitale 12 luglio 2012 14:30
Bosone di Higgs

C’è chi mette fortemente in dubbio la veridicità della scoperta del famoso Bosone di Higgs, alias la particella di Dio. Ian Low, teorico delle alte energie della Northwestern University e dell’Argonne National Laboratory, ritiene che il bosone (che garantirebbe la massa a tutte le particelle sub-atomiche costituiscono un elemento), il cui annuncio ufficiale è stato dato al Cern nei giorni scorsi. Secondo Low, il bosone potrebbe essere sembrato ciò che non è, ovvero un’altra particella. Questo perché, come spiega il ricercatore, il bosone non si rileva direttamente ma scoprendo le particelle in cui decade come ad esempio due fotoni e le particelle W e Z zero (scoperte in precedenza da Carlo Rubbia).

Low spiega che il famoso acceleratore di particelle Lhc ha trovato le particelle decadute al livello di energia di 126 GeV, secondo quanto previsto dalla teoria del Modello Standard, il cui ultimo pezzo del puzzle è proprio costituito dal bosone di Higgs. Secondo il teorico, però, nessuno può garantire che a provocare questi decadimenti sia il famoso bosone di Higgs. Si potrebbe trattare di un’altra particella che produce gli stessi effetti previsti dalla teoria.

L0w utilizza utilizza i segnali anomali raccolti in due casi nei decadimenti per riuscire ad ipotizzare che effettivamente si tratta di una particella differente. Fabiola Gianotti e Joe Incandela a capo degli esperimenti Atlas e Cms, nella loro spiegazione, hanno dichiarato che i risultati dinanzi ai quali ci si trova di fronte offrono comunque spunti ben più interessanti della teoria, senza andare per nulla ad escludere che ci si trovi davanti a realtà differenti e che il soggetto catturato sia soltanto il primo bosone di Higgs, ovvero il primo e più piccolo componente di una famiglia di 5 particelle dalle caratteristiche alquanto variegate.

“C’è ancora molto da capire. Siamo ben lontani dall’aver ottenuto un risultato conclusivo, e i dati diffusi sostengono l’idea che quello che è stato trovato potrebbe benissimo essere una di queste tre particelle diverse. Siamo solo all’inizio di un ambizioso programma di identificazione dell’Higgs”, ha concluso Low.

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