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Bosone di Higgs, la particella di Dio annunciata domani al CERN?

L'esistenza della particella di Dio andrebbe a spiegare le teorie esemplificative delle forze nucleari ed elettromagnetiche.

di Simona Vitale 3 luglio 2012 16:01
Collisione, bosone di Higgs

Potrebbe finalmente essere la volta buona e segnare una delle scoperte più importanti di sempre nel campo della fisica. Con ogni probabilità, domani, al CERN di Ginevra sarà annunciata la sua esistenza e cattura da parte degli scienziati. Parliamo del bosone di Higgs, noto anche come particella di Dio. Gli scienziati e i fisici sarebbero certi al 99,99% (con un margine di incertezza inferiore allo 0,2%, livello quattro sigma) di aver trovato la particella che potrebbe essere importantissima nel fare grandi passi avanti sulle teorie che spiegano le forze nucleari ed elettromagnetiche.

Anche Nature avrebbe parlato della possibile scoperta del bosone di Higgs. La direzione del CERN però punta al raggiungimento del livello cinque sigma, ovvero la certezza assoluta che i risultati ottenuti possano essere considerati come prova certa dell’esistenza della particella di Dio. Occorrerà attendere domani.

La particella prende il nome dal fisico teorico Peter Higgs che, nel lontano 1964, aveva annunciato l’esistenza di una particella sconosciuta che spiega come mai tutte le cose nell’universo abbiano una massa. Domani, all’età di 83 anni, Higgs sarà presente all’annuncio, o presunto tale, della grande scoperta scientifica. A Ginevra, dove gli verrà dato un posto in prima fila al seminario, al suo fianco saranno presenti anche altri fisici teorici che hanno investito parte dei loro studi in quelli già iniziati dallo stesso Higgs.

Nonostante si attenda il fatidico livello cinque sigma, il CERN ha però fatto sapere che che nel corso dei primi 5 mesi del 2012, il Large Hadron Collider (LHC) ha già consegnato più collisioni per i due esperimenti Atlas e Cms, di quanto sia stato fatto in tutto il 2011. “Sono molto impaziente di vedere cosa riveleranno i dati rivela” ha detto il direttore del CERN per gli acceleratori e la tecnologia, Steve Myers, mentre  il Direttore per la Ricerca e Informatica, Sergio Bertolucci, ha aggiunto: “Ora abbiamo più del doppio dei dati che abbiamo avuto l’anno scorso. È un momento molto emozionante”.

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