Bimbo morto al San Giovanni, iniziano gli interrogatori

Stamattina, hanno preso il via gli interrogatori delle 25 persone coinvolte nella morte del piccolo Marcus.

di Elena Arrisico 30 luglio 2012 15:08

Questa mattina, sono iniziati gli interrogatori per il caso del neonato morto all’ospedale San Giovanni di Roma, in seguito all’iniettamento di latte nelle vene. I protagonisti dell’errore sanitarioavvenuto il 29 giugno scorso, nel reparto di neonatologia – che ha visto la morte del piccolo Marcus Johannes De Vega, saranno sentiti dagli inquirenti uno ad uno. Verrà interrogata anche la mamma del piccolo, Jacqueline De Vega, che attende di sapere se il figlio sia morto per malasanità e non per cause naturali, così come le era stato riferito in un primo momento. Marcus era, infatti, nato prematuro e pesava appena 780 grammi, ma poteva sopravvivere.

Gli indagati sono 25, fra cui i medici e gli infermieri presenti al momento del tragico errore, il direttore generale dell’ospedale – Gianluigi Bracciale – e quello sanitario, Salvatore Passafaro. Ad essere interrogati dagli inquirenti saranno anche il capo sala, Andrea Ciani, e l’ex primaria, Carolina De Carolis.

Ho sbagliato io, è colpa mia, ma non sono l’unica. Mi sono fidata del medico che mi ha indicato uno dei due tubicini“, ha dichiarato l’infermiera che ha commesso l’errore e che non lo ha mai negato, secondo quanto riferito da alcuni suoi colleghi. Resta anche da chiarire perché l’incidente non venne comunicato immediatamente e perché si stesse procedendo alla cremazione del corpicino quando scattò l’inchiesta ed il PM ordinò una nuova autopsia.

Le ipotesi sulla causa della morte di Marcus – al vaglio dei consulenti del pubblico ministero – sono il latte iniettato in vena, un’infezione o un ritardo nei soccorsi. Verrà analizzata anche la cartella clinica per “stabilire la tempistica dalla nascita alla morte” del piccolo. Nel frattempo, il procuratore Leonardo Frisani ha ottenuto dal NAS la relazione degli ispettori del ministero della Sanità, che parla di “macchinari e incubatrici obsoleti” e di una possibile manomissione della cartella clinica che, a quanto sembra, presenterebbe delle correzioni.

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