Bimbi malati di cancro sfrattati dalla Regione

Come fa sapere l'Onlus Peter Pan, la regione Lazio ha dato 10 giorni di tempo per sgombrare l'edificio che accoglie famiglie e bambini in cura.

di Simona Vitale 8 febbraio 2013 11:03

Nacque a Roma nel 1994 grazie ad un gruppo di genitori e parenti di bambini malati di cancro, per aiutare chi è stato appena colpito dalla malattia, offrendo loro aiuto logistico e psicologico per affrontare il lungo percorso delle terapie mediche. Parliamo della Onlus Peter Pan, ovvero di ‘case’ dotate di spazi privati e aree comunitarie, che ospitano, in maniera del tutto gratuita, le famiglie e i bambini italiani e stranieri malati di cancro che sono costretti a trasferirsi nella Capitale al fine di ricevere cure adeguate presso i reparti specializzati dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù e del Policlinico Umberto I.

Ebbene, ora, l’associazione denuncia: “La Regione Lazio sfratta i bambini di Peter Pan onlus e le loro famiglie”. Sono state ben 600 le famiglie che, dal 2000 ad oggi, hanno usufruito dei servizi offerti dalla Onlus per curare i bimbi malati e che, nel 20% dei casi, provenivano da diversi Paesi del mondo come Venezuela, Albania, Grecia, Romania, Ucraina, Iraq, Libia, Togo, Palestina, Madagascar.

Per mezzo di una nota, l’Onlus Peter Pan fa ora sapere:

La Regione Lazio, attraverso il suo ente Irai per l’assistenza all’infanzia ha deciso di sfrattare i bambini oncoematologici di Peter Pan dalla loro ‘Casa’ di Roma dando 10 giorni per liberare l’edificio. Peter Pan ha sempre pagato gli affitti all’ente regionale e non ha mai ricevuto alcun finanziamento da parte di enti pubblici.

Gian Paolo Montini, direttore dell’associazione, dice:

Si tratta di una richiesta informale di adeguare il canone di affitto alle quotazioni commerciali della zona. All’inizio pagavano 3.000 euro, poi dall’anno scorso 6.000, ora ci chiedono di pagarne fra i 20 e i 30 mila. L’edificio dove sorge la nostra Casa per statuto e accatastamento non potrà essere destinato ad altri generi di attività: non sarà possibile trasformarlo, per dire, in un hotel. Dunque l’Irai, che fra l’altro è uno dei pochi enti in attivo, potrebbe metterci degli uffici, oppure creare una struttura comunque dedicata ai bambini, come un asilo. Una cosa assurda, dunque, che si voglia sfrattare la nostra casa, dove si effettuano attività coerenti con la mission dell’Irai stesso. La decisione comunque non dipende dall’Irai ma dalla Giunta regionale. È una scelta politica, culminata in un atto burocratico, quello dello sfratto. Ma noi non ci arrendiamo. Finchè non arriveranno le ambulanze per portare via i nostri piccoli pazienti non molleremo. Anche le famiglie ospiti, attualmente 12, sono sul piede di guerra.

Non sono prevedibilmente mancate le reazioni. In una nota l’Assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale Gianluigi De Palo ha fatto sapere:

L’operato dell’Associazione ‘Peter Pan’ è uno degli esempi più belli con cui la nostra città dimostra che è possibile trasformare la sofferenza in speranza. Oggi la notizia dello sfratto della sede storica, la prima delle tre strutture dell’Associazione, non può lasciarci indifferenti. Vogliamo essere al fianco delle mamme e dei papà che sono già duramente provati dalla malattia dei loro figli.

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