Bimba di 9 anni punita con 3 ore di corsa senza sosta, muore per epilessia

La nonna e la matrigna sono ora accusate di omicidio, in quanto ritenute responsabili della morte della bimba.

di Simona Vitale 23 febbraio 2012 23:11
Mangia caramelle di nascosto e viene punita con tre ore di corsa. Morta per epilessia

Vicenda davvero al limite dell’assurdo quella di cui ci giunge notizia dall’Alabama (USA). Roger Simpson ha riferito alla polizia di aver guardato fuori dalla finestra e di aver visto una bambina correre fuori casa sua. Ciò che l’uomo non sapeva era che in realtà stava assistendo ad un omicidio in corso. Ebbene sì, come hanno riferito le autorità locali, Savannah Hardin, 9 anni, è morta dopo essere stato costretta a correre per tre ore come punizione per aver mentito alla nonna avendo mangiato delle caramelle.

Gravemente disidratata, la bambina ha avuto un attacco epilettico ed è morta alcuni giorni dopo. Ora, la nonna e la matrigna, che la polizia sostiene abbiano inflitto la punizione alla piccola, sono state portate in carcere mercoledì e su di loro pende un’accusa di omicidio. Alcuni testimoni hanno riferito che a Savannah è stato detto di correre per 3 ore senza mai fermarsi venerdì scorso. Un portavoce dell’ufficio dello Sceriffo della contea di Etowah ha riferito che la matrigna della ragazza, Jessica Mae Hardin, 27 anni, ha chiamato la polizia alle 6:45 pm, dicendo loro che Savannah stava avendo una crisi epilettica ed era insensibile.

Simpson ha dichiarato di aver visto la bambina che correva intorno alle 4 del pomeriggio, ma di non aver visto nessuno costringerla o minacciarla. Le autorità stanno ancora cercando di determinare se Savannah sia stata costretta a correre sotto minaccia di coercizione fisica o di comandi verbali. I testimoni hanno raccontato che la ragazzina è stata costretta a correre per aver mentito a sua nonna, Joyce Hardin Garrard, 46 anni, poiché aveva mangiato delle caramelle.  Savannah Hardin è morta lunedì scorso presso l’ospedale pediatrico di Birmingham, secondo quanto riportato da un comunicato stampa emesso dall’ufficio dello sceriffo. Nello stesso comunicato lo sceriffo ha riferito che l’autopsia ha mostrato come la bambina fosse molto disidratata e avesse un livello di sodio molto basso.

Gail Denny e suo marito Phil, vivono nei pressi dell’abitazione della famiglia di Savannah. Hanno conosciuto la sua famiglia dal momento che questa si trasferì nella zona, nel nord-est Alabama, sette anni fa. La coppia ha dichiarato di essere abituata a vedere Savannah e gli altri bambini del quartiere in attesa del bus della scuola al mattino. Gail Denny ha detto anche che  il nipote aveva una cotta per Savannah. “Mio nipote le ha chiesto a Savannah di diventare la sua ragazza a San Valentino, e lei ha detto ‘sì'”, ha raccontato l’uomo prima di scioglersi in lacrime. Ha lasciato una candela e un peluche fuori casa della ragazzina, dicendo una preghiera e fermandosi sul ciglio della strada. Sembra che la nonna di Savannah possedesse molte proprietà nella zona, in cui vivevano diversi membri della famiglia, circondati da molta serenità. Tuttavia Robert Hardin, chiese il divorzio dalla madre di Savannah nel 2010.  Nella sua denuncia, l’uomo ha affermato la moglie era bi-polare e aveva tendenze alcoliche, accusandola di essere anche fuggita con il loro bambino. Jessica, ha sempre respinto le accuse. Cinque mesi dopo il divorzio, i due hanno chiesto al giudice di rigettare il loro caso.

Savannah Hardin frequentava la terza elementare presso la scuola elementare Carlisle. Il Soprintendente Alan Cosby ha detto che il suo banchetto in classe è stato trasformato in un memoriale improvvisato dove i suoi compagni possono lasciare note e ricordi per la loro piccola amica.

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