Bersani: “No a una campagna elettorale cabaret”

Il leader Pd apre la campagna elettorale incontrando i giovani all'"Ambra Jovinelli": "Il Paese va ricostruito, noi parleremo dell'Italia e degli italiani".

di Luca Fiorucci 18 gennaio 2013 2:15
Festa Democratica Reggio Emilia

Il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha aperto la campagna elettorale del partito parlando al teatro “Ambra Jovinelli” di Roma, gremito di gente, in particolare di giovani che devono votare per la prima volta, e ha rivolto subito un attacco ai precedenti governi di centrodestra, che hanno portato, ha affermato, a vent’anni di inganno, leggerezza insostenibile e deriva morale“. Poi si è soffermato sui valori che vuole portare avanti, parlando di “riscossa civica e morale” ed “onestà”. Quindi, ha criticato i toni dell’attuale campagna elettorale:

“Non stiamo in una campagna fatta solo di politicismo e cabaret. Sono abbastanza stanco di essere tutti i giorni registrato su temi come “io, Monti, la desistenza, il Senato e compagnia cantante”. Sono abbastanza allibito del fatto che ci sia il cabaret per avere un titolo, mentre siamo davanti a un paese che ha bisogno di essere ricostruito. Noi parleremo dell’Italia e degli italiani”

ha affermato. Sul palco, assieme al segretario democratico, prendono la parola dei giovani candidati del partito: Anna Ascani, di 26 anni, candidata alla Camera in Umbria; Enzo Lattuga, 25 anni, candidato alla Camera in Emilia-Romagna e Valentina Paris, 30 anni, candidata alla Camera in Campania. “Qui si fa vedere il rinnovamento ha commentato Bersani, spiegando che il Pd ha voluto candidare “donne e giovani. Ecco come abbiamo sconfitto il Porcellum e come cambierà il volto della nostra rappresentanza in Parlamento“. Sulla candidatura di Monti, il leader del Pd si è detto stupito: “La scelta di Monti è stata sorprendente, ma quando si è convinti di fare qualcosa di buono per il Paese non ci si sbaglia mai” ha affermato. Bersani ha anche criticato duramente i partiti-persona: “Io sono l’unico a non aver messo il nome nel simbolo. Sistemi organizzati su una persona che spesso si sceglie da sola sono un tumore che rendono la democrazia ingessata, inefficace e impotente“.

Il segretario democratico si è’ detto comunque sicuro di vincere le elezioni: La battaglia la vinceremo, non perchè abbiamo la vittoria in tasca- l’avversario c’è e ha rialzato la testa- ma perchè susciteremo le nostre forze in tutto il paese e le nostre forze questa volta possono battere la destra” ha spiegato, sferrando poi un attacco al principale avversario, il Pdl: “Senza una riflessione di neanche un’oretta, senza cambiare nè i volti nè gli slogan sono tornati uguali e alzano pure la voce. Ma al Pdl dico: no, non tornerete“. Bersani infine ha accennato a quello che vorrebbe fare una volta al governo, con quelle che ha definito delle “lenzuolate sulla moralità pubblica” comprendenti l’abrogazione delle principali leggi “ad personam”, la trasparenza della pubblica amministrazione, le unioni civili per le coppie omosessuali, lo ius soli e la parità di genere.

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