Bersani incontra Renzi: “Avrà un ruolo attivo in campagna elettorale”

I due rivali alle primarie a pranzo insieme in un ristorante del centro di Roma. Bersani: "Siamo un collettivo che trova una sintesi".

di Luca Fiorucci 3 gennaio 2013 23:49
Matteo Renzi

Dopo la contesa delle primarie, il segretario del Pd Pierluigi Bersani e il sindaco di Firenze Matteo Renzi si sono incontrati oggi e hanno pranzato insieme in un ristorante di Roma, senza i rispettivi staff. Il segretario ha assicurato che il sindaco di Firenze avrà un ruolo attivo nella campagna elettorale. Al termine dell’incontro, Bersani ha commentato: “La nostra forza è di essere una grande forza popolare, pluralista, dove ci sono tanti protagonisti e c’è una sintesi che cerchiamo di portare fuori dal politicismo, su cose reali come il lavoro. Questo è un grande partito popolare che non è attaccato a una persona sola, ma è un collettivo che trova una sintesi”.

Soddisfatto anche Renzi, che ha commentato: “E’ normale che si possa restare in un partito quando finiscono le primarie, anche se si perde”. Il sindaco di Firenze ha poi ironizzato, facendo riferimento ad una delle “metafore” adoperate da Bersani in occasione del confronto televisivo svoltosi prima delle primarie: “E’ un pranzo che dovevamo fare dai tempi della campagna elettorale, il pranzo di conclusione. Volevo capire che ci faceva il tacchino sul tetto e lui me l’ha spiegato, ora sono un uomo felice…” I due si sono dati appuntamento intorno alle 13 da “Grano”, un ristorante nel centro di Roma spesso frequentato dal segretario democratico, dove hanno mangiato in una saletta riservata, e alla fine sarebbe stato lo sconfitto delle primarie a pagare il conto.

Il sindaco di Firenze avrà dunque un ruolo importante nella campagna elettorale, ovverosia presenze in trasmissioni televisive o iniziative sul territorio, specialmente dove il Pd dovrà puntare ad allargare il consenso. Nel pranzo di oggi, comunque, Renzi non avrebbe avanzato nessuna richiesta esplicita per un incarico dopo le elezioni, nè si sarebbe affrontata la questione delle liste dei candidati al Parlamento. Il sindaco di Firenze dovrebbe comunque riuscire a portare in Parlamento una cinquantina di aderenti alla sua corrente, potendo contare su una trentina di eletti sicuri ed altri 17 posti in lista.

Fra questi, anche alcuni dei suoi fedelissimi, come Matteo Richetti, che ha raccolto oltre ottomila voti alle primarie per i parlamentari a Modena. Non ce l’ha fatta, invece, a Bergamo, l‘ex spin doctor di Renzi, Giorgio Gori, che si è lamentato proprio dei “silenzi” del sindaco fiorentino, che non avrebbero aiutato i candidati della sua area. Un ruolo attivo di Renzi in campagna elettorale potrà comunque servire anche a Bersani per mantenere quella parte di elettorato più “moderato”.

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