Berlusconi, tutti lo “scaricano”

La nave del governo Berlusconi sembra fare acqua da tutte le parti ed ogni giorno un parlamentare lo "scarica" nella maniera più indelicata, ma il premier insiste che la maggioranza c'è e che c'è il tempo per portare avanti le riforme.

di Vincenzo Avagnale 7 novembre 2011 15:49

Silvio Berlusconi continua ad andare avanti e si dice convinto di avere i numeri per i suoi programmi parlamentari. Anzi, rilancia e manda un messaggio all’opposizione: “riveda il suo atteggiamento negativo ed agevoli il varo di queste misure anti-crisi che l’Europa ci chiede.” Questo è quanto emerge dal collegamento telefonico con Silvano Moffa, in cui il Presidente del Consiglio ha voluto precisare che “nonostante le defezioni, che mi auguro possano rientrare, siamo ancora maggioranza. Abbiamo verificato in queste ore con numeri certe che la maggioranza c’è.”

Berlusconi aveva già ribadito che votare contro la maggioranza è come votare contro l‘Italia; infatti lui sembra ritenere che il varo di queste riforme sia prioritario agli scontri partitici. Il problema è che adesso non è più importante se le misure che sta proponendo siano giuste o meno per il paese; infatti una serie di fattori non lo rendono più credibili.

Il premier ha troppe volte inserito, dopo un enorme lavoro di concertazione con l’opposizione, emendamenti “ad personam” oppure messo in pratica una dittatura parlamentare con leggi approvate a colpi di fiducia, spesso bloccato solo dalle occhiatacce di Napolitano.

A chi gli chiede di fare un passo indietro per un governo d’unità nazionale Berlusconi risponde che è proprio per il paese che non si è già fatto da parte. Secondo il premier: “non si può lasciare il paese in mano a Bersani, Vendola e Di Pietro”.

Per quanto riguarda le tematiche del mercato del lavoro il “governo è disponibile ad aprire un confronto con le parti sociali”, mentre per quanto riguarda le polemiche sul monitoraggio volontario a cui l’Italia si è voluta sottoporre da parte del Fondo Monetario internazionale ha detto che la: “certificazione dell’Fmi non è stata imposta e darà un’iniezione di credibilità sui mercati al nostro Paese.”

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