Berlusconi rifonda Forza Italia: “Alfano? Soffro come per un figlio”

Ecco i punti principali del discorso dell'ex Premier Silvio Berlusconi al Congresso Nazionale del Pdl.

di Simona Vitale 16 novembre 2013 18:10

Un’ora e mezza nel corso della quale è dovuto intervenire il medico per intimargli di bere un bicchiere d’acqua. Parliamo del discorso dell’ex Premier Silvio Berlusconi al Congresso nazionale del Pdl. Una delle frasi sicuramente più significative del Cavaliere riguarda, non molto celatamente, l’ex fedele Alfano: “Come si fa a stare allo stesso tavolo con chi vuole uccidere il tuo leader?”

Applaudito dai suoi tanti sostenitori, Berlusconi si commuove e prevedibilmente parla della scissione e spiega ai delegati:

Il nome della coalizione resterà Pdl. Le divisioni sono dovute a distanze personali – parlando poi dell’esecutivo – Non siamo in grado di far cadere il governo, perché i senatori M5S non vogliono perdere lo stipendio.

Sebbene il nome di Angelino Alfano non sia stato fatto, parte poi dal Cavaliere l’attacco al vicepremier, anche con un pizzico di ironia:

Ho appreso con dolore ad un certo punto che veniva annunciata la nascita di un nuovo centrodestra. Stanotte vi confesso che non ci ho dormito. Potevi chiamare il nuovo partito Cugini d’Italia, Nuovo Centrodestra non è un grande nome. Perché con il Nuovo centrodestra non dobbiamo scavare un solco che poi sarà difficile da rimuovere. Questo gruppo, anche se adesso apparirà come un sostegno alla sinistra, al Pd, dovrà poi necessariamente far parte della coalizione dei moderati, dobbiamo comportarci con loro come con Lega e Fdi.

Berlusconi poi si sofferma a parlare anche della legge di Stabilità e sulla Magistratura:

Non porterà alcun tipo di risultato. L’austerità voluta dalla Germania è priva di buonsenso e premia soltanto loro. A Merkel e Sarkozy davo fastidio io, l’unico che aveva l’esperienza e la voglia di dire no alle loro imposizioni. Monti si è inginocchiato alla Germania. Abbiamo una magistratura che, unica nei Paesi civili, è incontrollabile, irresponsabile e se sbaglia fruisce di un’assoluta impunità. I giudici si giudicano tra di loro in virtù di un privilegio medievale che dà alla magistratura la possibilità di giudicarsi tra i componenti della stessa casta». «La magistratura è un ordine dello Stato, una casta di impiegati dello Stato che hanno vinto un concorso, è circondata da un’aureola di sacralità che è meritata quando i giudici sono imparziali, ma Magistratura democratica si è trasformata in un potere, anzi in un contropotere dello Stato, non c’è la possibilità che il governo possa approvare qualcosa si cui l’Anm è contraria.

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