Berlino, blitz in moschea: due arresti. Bruxelles riduce l’allerta

Si temeva che i fondamentalisti stessero preparando un attentato a Dortmund. Tre operazioni in Belgio, dove nella capitale è stata evacuata la grande moschea.

di Luca Fiorucci 27 novembre 2015 9:48
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Continua l’allerta terrorismo in tutta Europa. La polizia ha effettuato giovedì un blitz in due moschee di Berlino, a Charlottenburg, alla periferia ovest della città, e a Neukoelln, nella zona sud. Qui sono stati fermati un siriano di 28 anni e un tunisino di 46, ritenuti degli islamisti particolarmente “ideologizzati”, che si trovavano a bordo di un furgone blu che è stato perquisito e all’interno del quale è stato trovato un oggetto sospetto: sono stati evacuati per precauzione sedici edifici, ma la polizia ha poi reso noto che, dalle verifiche svolte, è emerso che non vi era nessun esplosivo. Secondo il quotidiano “Tasspigiel”, si temeva che i fondamentalisti potessero usare la moschea di Charlottenburg per contrabbandare esplosivi ed armi da Monaco di Baviera a Dortmund, dove avrebbero potuto compiere un attentato.

In Belgio, invece, l’organo di coordinamento e analisi della minaccia (Ocam) ha abbassato il livello di allerta per la regione di Bruxelles (portato a quattro, il massimo, nella notte tra venerdì e sabato), a tre, come nel resto del paese, ma la polizia è ancora alla ricerca di Salah Abdeslam, sospettato di aver partecipato agli attentati di Parigi, e di Mohammed Abrini, suo vicino di casa a Molenbeek e visto con lui due giorni prima delle stragi. Il ministro degli Esteri e vicepremier belga Didier Reynders ha spiegato che si teme che una decina di persone ben armate e in possesso di esplosivo possa compiere attacchi simili a quelli di Parigi.

Le forze speciali, inoltre, hanno compiuto nella giornata di giovedì tre operazioni, la prima ad Avelais, tra Charleroi e Namur, dove hanno cercato armi ed esplosivi (e dove è stata anche chiusa per un tratto l’autostrada E42), ma non sono stati fatti arresti. La polizia ha poi fatto irruzione in due case a Verviers, dove lo scorso gennaio fu sgominata una cellula islamista, mentre a Bruxelles, a causa del ritrovamento di alcune buste contenenti “polvere sospetta”, è stata evacuata la grande moschea, che si trova non distante dal Parlamento europeo. Per analizzare il contenuto delle buste è giunto sul posto il laboratorio della Protezione Civile, secondo la “procedura per l’allarme antrace”: si è cosi appurato che si trattava di semplice farina e l’allarme è rientrato. Undici persone sono state sottoposte alla procedura di decontaminazione.

E’ intanto emerso che i nomi di Salah Abdeslam, Mohamed Abrini e dei fratelli Abaaoud erano sulla lista degli 85 soggetti sospettati di radicalizzazione inviata dall’Ocam al borgomastro di Molenbeek, Francoise Schepmans. Al porto di Trieste, invece, la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle dogane e dei monopoli hanno sequestrato un carico di circa 800 fucili a pompa, provenienti dalla Turchia e diretti in Germania, Olanda e Belgio, trasportati senza autorizzazioni da un autoarticolato olandese guidato da un cittadino turco e sbarcato lunedì. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha precisato: “Finora dalle notizie in nostro possesso si tratta di un sequestro amministrativo”.

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