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Beppe Grillo se la prende con le Olimpiadi

Il leader del Movimento 5 Stelle parla di vittoria delle nazioni e non degli atleti, passando per gli attacchi a Napolitano e analizzando la questione doping.

di Simona Vitale 6 agosto 2012 11:29
Beppe Grillo

I Giochi Olimpici di Londra a Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, sembrano non piacere affatto. Pronti, pertanto, sono partiti i commenti non certo benevoli sul suo blog nei confronti delle Olimpiadi. Per il comico-blogger i Giochi non rappresentano altro che il trionfo del nazionalismo, una passerella di sport che nessuno conosce, ma che improvvisamente rendono le persone fiere e competenti. Scrive Grillo sul blog:

Un bronzo nel beach volley assurge a festa nazionale. Non conosco, né ho ha mai conosciuto, nessuno che pratichi il fioretto o la spada in vita mia, però alle Olimpiadi sono orgoglioso se il mio Paese trionfa sulle pedane. Poi, per quattro anni, non me ne può fregare di meno. Non vincono gli atleti, ma le nazioni. È il trionfo del nazionalismo.

Si prosegue con l’attacco al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:

La medaglia d’oro la conquista il presidente della Repubblica, il telecomando in mano che dalla poltrona, si precipita a congratularsi con l’atleta dandone ampia copertura a tutti i mezzi d’informazione. L’atleta, che una volta diceva alla mamma “Sono arrivato uno!”, oggi si prepara a una carriera da parlamentare.

Nulla da salvare, dunque, di questi Giochi per Grillo che saranno ricordati per una vecchia regina che si lancia dal paracadute e un pugno di medaglie da appuntare sul petto della patria, senza mancare prima di fare accenni al doping e alle multinazionali.

Negli anni della Guerra Fredda, la Germania Est vinceva tutto, aveva atleti formidabili, costruiti in laboratorio, spesso dopati come dei cavalli. Le Olimpiadi sono una versione smisurata del Colosseo con circences che occupano tutti gli spazi dell’informazione. Un bromuro quotidiano sponsorizzato dalle multinazionali. Lo spirito di Olimpia, sotto il segno della Coca Cola, declassato dalla partecipazione di tennisti, calciatori, giocatori di pallacanestro, professionisti che guadagnano cifre immense, fuori dalla realtà della gente comune, che li applaude come semidei dell’antica Grecia. Atleti che sfilano prima delle gare con tricipiti e pettorali in mostra insieme agli slip griffati.

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