Banche, Renzi: “Urgente riformare sistema”. Ue, ok rimborsi indiretti

Padoan ha assicurato che "il governo intende dare una risposta" ai risparmiatori, ma da Bruxelles hanno spiegato che lo Stato non può pagare direttamente.

di Luca Fiorucci 12 dicembre 2015 6:48
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Continua il dibattito politico sul cosiddetto decreto salva-banche, su cui si stanno confrontando governo, Bankitalia e Consob, e dopo che diversi investitori si sono visti azzerare azioni ed obbligazioni subordinate, in cui avevano investito i loro risparmi malgrado si trattasse di titoli rischiosi perché, forse, mal consigliati in alcune filiali, fino alla tragedia avvenuta a Civitavecchia, dove un pensionato di 7o anni si è suicidato dopo aver perso centodiecimila euro, affidati alla Banca Etruria, una delle quattro salvate dal decreto. Nella mattinata di venerdì, lo stesso premier Matteo Renzi, intervenendo all’Accademia dei Lincei, ha affrontato la questione dicendo: La riforma del sistema del credito è quanto mai urgente, come abbiamo visto non solo nelle ultime ore ma nell’ultimo anno con la riforma delle popolari”.

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan è invece intervenuto in serata dinanzi alla commissione Bilancio di Montecitorio, annunciando un fondo da un centinaio di milioni, che “avrà un contributo anche da parte delle banche”, che l’esecutivo dovrebbe stanziare a corollario della legge di stabilità per alleviare le perdite dei risparmiatori, ai quali, ha assicurato, il governo intende dare una risposta”. Per il ministro, tuttavia, “non si può escludere che le quattro banche abbiano venduto obbligazioni subordinate a persone che presentavano un profilo di rischio incompatibile con la natura di questi titoli di investimento, ma questo è quanto andrebbe accertato con un’analisi di ogni singola posizione“. Il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico all’Università di Trieste, ha assicurato invece che le questioni riguardanti il dissesto delle banche “le consideriamo con un impegno che è massimo“, e su di esse “si riferirà in tutte le sedi a ciò deputate”.

Eventuali interventi del governo a sostegno degli investitori devono però passare al vaglio dell’Unione Europea, che, pur offrendo il sostegno alle intenzioni del governo italiano“, ha precisato tramite un suo portavoce che non è possibile “che lo Stato paghi direttamente chi ha subito perdite“, perché ciò potrebbe configurarsi come aiuto di Stato, mentre “il fallimento di una banca e l’eventuale perdita non può essere considerata una crisi umanitaria”. Secondo Bruxelles, invece, potrebbe essere un’ottima soluzione la costituzione di una corte d’arbitrato, il cui ruolo potrebbe essere svolto dalla Consob, che accerti caso per caso se le banche hanno venduto titoli in maniera ingannevole e stabilisca quali risparmiatori possano essere risarciti tramite un fondo di solidarietà, come già successo in Spagna nel 2012.

Il commissario europeo ai servizi finanziari Jonathan Hill ha però precisato che i quattro istituti finanziari salvati dall’Italia “vendevano alla gente prodotti inadatti ai clienti, che probabilmente non sapevano cosa stessero comprando”. Secondo Hill, quindi, gli investitori di quelle banche non vanno considerati alla stregua di giocatori d’azzardo che hanno perso una scommessa dei cui rischi erano consapevoli, bensì come vittime di una truffa. Il movimento 5 Stelle ha intanto annunciato che presenterà un esposto in Procura e alla Corte dei Conti contro il decreto salvabanche, mentre la procura di Civitavecchia sta indagando sui rapporti finanziari tra Banca Etruria e Luigino D’Angelo, il pensionato suicida, disponendo l’acquisizione della documentazione alla banca, e saranno poi sentiti i responsabili dell’istituto di credito che hanno gestito i risparmi di D’Angelo.

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