Banche, Mattarella: “Episodi gravi, accertare le responsabilità”

Il capo dello Stato ha parlato anche di lotta a mafia e corruzione, dell'Europa che non può "pensare di proteggersi con muri e fili spinati" e di rforme.

di Luca Fiorucci 22 dicembre 2015 10:00
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Si è svolta lunedì al Quirinale la tradizionale cerimonia di scambio di auguri tra il presidente della Repubblica e le più alte cariche dello Stato, la prima di Sergio Mattarella dal suo insediamento al Colle, che nel suo discorso ha affrontato diversi temi, tra cui i recenti crac bancari di quattro piccoli istituiti di credito, a proposito dei quali ha affermato: “Di fronte a gravi e recenti episodi relativi ad alcune banche locali che hanno suscitato comprensibile preoccupazione, si stanno approntando interventi di possibile sostegno, valutando caso per caso, al fine di tutelare quanti sono stati indotti ad assumere rischi di cui non erano consapevoli. Occorre un accertamento rigoroso e attento delle responsabilità. Sono di importanza primaria la trasparenza, la correttezza e l’etica degli intermediari bancari e finanziari”. Per Mattarella, infatti, avere cura della Repubblica vuol dire tutelare e valorizzare il risparmio, elemento di forza caratteristico della nostra economia“, e in questo rivestono un ruolo molto importante gli attori politici, economici e sociali e le istituzioni, che devono avere “uno sguardo lungo” e collaborare fra di loro nel “rispetto delle competenze altrui“, evitando “sovrapposizione di ruoli”.

Secondo il capo dello Stato, comunque, il nostro sistema finanziario si è dimostrato “più solido di altri“. Mattarella ha poi dedicato un passaggio del suo discorso all’economia, osservando che l’anno si sta chiudendo “con un segno positivo per il pil e l’occupazione“, ma ciò “è ancora insufficiente per compiacerci della ripresa”, anche perché “la disoccupazione resta elevata in modo inaccettabile, soprattutto per i giovani e il Mezzogiorno“.  Per il presidente della Repubblica, occorre però cogliere quest’inversione di tendenza “come un’opportunità”, e non adottare un’ottica esclusivamente economicista dello sviluppo, ma anche “investire sul capitale sociale“. Mattarella ha quindi ricordato che la lotta alla mafia e alla corruzione va condotta senza esitazioni. Illegalità, malaffare e zone grigie sono un peso per la libertà, per l’economia e per il futuro dei nostri figli. Possiamo vincere sulle mafie, e le sconfiggeremo, come dimostrano anche i successi delle forze dell’ordine e della magistratura”.

Il capo dello Stato ha quindi illustrato il ruolo che l’Europa deve avere nell’affrontare il fenomeno migratorio, che pure “crea comprensibili preoccupazioni nelle nostre popolazioni“, spiegando: “L‘Europa è la dimensione minima attraverso la quale gli Stati membri dell’Unione possono attuare una politica efficace. E’ un’illusione pensare di proteggersi con muri e fili spinati. E’ un errore storico ritardare la necessaria azione comunitaria in tema di accoglienza, di riconoscimento e ricollocazione dei rifugiati, di contrasto ai trafficanti di esseri umani, di rimpatri, più in generale di politiche dell’immigrazione“. A tal proposito, Mattarella si è anche scagliato contro la proposta danese di espropriare i migranti dei loro beni per pagarne le spese, dicendo: “Assume un sapore crudelmente beffardo ferire la dignità stessa dei migranti prevedendo addirittura di spogliarli dei beni“, come “si propone di fare un Paese dell’Unione Europea: una misura che riconduce alla memoria i momenti più oscuri dell’Europa“.

Anche il terrorismo, per il capo dello Stato, va sconfitto “con le armi della civiltà che abbiamo costruito“, per cui l’azione di contrasto “sarà più forte se accompagnata dalla testimonianza di valori, di principi, di diritti umani universali”. Infine un accenno alle riforme, che il capo dello Stato auspica vengano portate a termine in questa legislatura, altrimenti “il senso di incompiutezza rischierebbe di produrre ulteriori incertezze e conflitti, oltre ad alimentare sfiducia“, e a tal proposito ha anche lanciato una piccola stoccata al governo facendo riferimento all’utilizzo dei decreti “monstre” che contengono un po’ di tutto, dicendo: “Le riforme non riguardano solo l’organizzazione costituzionale, ma dovranno anche imprimere una svolta rispetto all’uso improprio di strumenti e procedure”.

Photo Credits | Stefano Tinti / Shutterstock

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