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Bambina di 11 anni violentata da una gang di minorenni nella toilette del McDonald’s

Una ragazzina di 11 anni, inglese, è stata violentata nella toilette di un ristorante McDonald's a Londra da una gang di minorenni, come tappa finale di tutta una serie di aggressioni sessuali perpetratele dalla banda tra settembre 2009 e marzo 2010.

di Simona Vitale 29 febbraio 2012 23:33
Central Park di Londra

Una ragazzina di 11 anni è stata violentata nel bagno di un McDonald’s, dov’è stata aggredita sessualmente, nel corso di vari attacchi, da diversi membri minorenni di una gang di strada, come riferito oggi in Tribunale. I complici adolescenti si sono alternati nel violentare la bambina una dozzina di volte nell’arco di diversi mesi in varie località della zona est di Londra. La banda poi la picchiava come un monito per non rivelare a nessuno le violenze subite.

Il primo attacco all’11enne è avvenuto a Central Park a Canning Town, East London dove il capobanda, un ragazzino di 13 anni, e un altro ragazzo hanno iniziato a importunarla, sino poi a violentarla. Le aggressioni sessuali, in tre date distinte tra settembre 2009 e marzo 2010, si dice siano stati motivati ​​da una sorta di bullismo misto a spavalderia. Ha poi realizzato un secondo attacco nella sua casa-est di Londra, coinvolgendo altri 8 teppisti. L’ultima aggressione è avvenuta presso il ristorante McDonald’s a East Ham, dove tre membri della gang hanno seguito la ragazzina nella toilette del ristorante dove uno di loro ha cominciato a violentarla.

Il leader della banda, adesso 15enne, è stato condannato per due stupri nel corso del processo, ma è stato rilasciato su cauzione oggi, in attesa della sentenza che comunicherà la pena per il minorenne. Il ragazzino ha affermato che stava giocando a calcio, al momento dell’aggressione, ma i giurati hanno respinto la sua storia. La polizia aveva trovato le immagini pornografiche che ritraggono uno degli stupri di gruppo in una delle case dei sospetti. Elizabeth, questo il nome della ragazzina, ha incontrato la banda per la prima volta su un autobus e insieme sono andati a Central Park a Canning Town, dove il capobanda e un altro ragazzo hanno iniziato a chiederle sesso. La ragazzina ha cercato di fuggire, ma è stata poi trascinata in un angolo e violentata.

I dettagli orribili delle aggressioni sessuali della banda sono stati ascoltati da una giuria oggi presso la Inner London Crown Court. Una settimana più tardi, la ragazzina è stata poi costretta ad andare a casa del capobanda, a est di Londra, dove è stata aggredita da lui, così come dal resto del gruppo. La banda poi l’ha picchiata fino a Central Park, per non farle rivelare a nessuno delle violenze subite. Un paio di settimane più tardi, è stata picchiata ancora una volta e aggredita verbalmente da alcune ragazze che le chiesero come mai stesse con quella banda, chiamandolo addirittura “scoria”. Diversi mesi dopo, la ragazzina è stata notata dal 15enne in un ristorante McDonald’s a East Ham. Lui la seguì nella toilette del ristorante dove l’ha violentata.

Inizialmente la giovane non ha detto nulla in merito alle aggressioni, ma è stato convinta poi ad andare alla polizia da un cugino nel settembre 2010. Quando la polizia ha perquisito la casa del ragazzo, gli agenti hanno  trovato immagini pornografiche sul suo computer portatile raffigurante uno stupro di gruppo simile a quello di un aggressione nella sua camera da letto.
Sua madre ha detto alla Corte che il filmino porno in realtà apparteneva a lei e, anche se ha ammesso che pensava le immagini fossero di cattivo gusto, di averlo guardato per curiosità. I ragazzi sono stati arrestati nel settembre del 2010 e gli ufficiali hanno sequestrato i loro computer. La polizia ha poi recuperato i dettagli di una conversazione su Facebook, tra la ragazzina ed alcuni dei membri della gang. “C’era una chiacchierata Facebook tra i due ragazzi, dove si discuteva del fatto che girassero voci che lei avesse riferito tutto alla Polizia”, ha riferito l’accusa durante il processo.

Durante gli interrogatori il ragazzino capobanda ha sempre negato le aggressioni sessuali, mascherandosi dietro un “no comment” quando si parlava nello specifico della ragazzina. Il capobanda, comunque, negando i tre capi di stupro è stato però condannato per la prima e terza aggressione. L’accusa ha riferito che c’era solo una prova sufficiente a far accuse contro i quattro ragazzi, ma altri possono essere perseguiti in futuro. Il giudice Patricia Lees ha disposto per il 20 marzo la lettura delle sentenze comminatorie della pena per il capobanda ed altri tre ragazzini giunti al processo.

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