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Assange, l’Ecuador cambia idea: pronta a consegnarlo alla Svezia

L'estradizione di Assange nel paese scandinavo sarebbe consentita a patto che non sia però estradato in altri paesi, in particolar modo negli USA.

di Simona Vitale 18 agosto 2012 17:47
Protesta presso l'ambasciata ecuadoriana a Londra dove è rifugiato Julian Assange

Continua a regnare l’incertezza su quello che sarà il futuro di Julian Assange, fondatore di Wikileaks e sul quale pesano due accuse di stupro. Assange è barricato dallo scorso mese di giugno presso l’ambasciata dell’Ecuador a Londra, avendo chiesto asilo politico al paese latino-americano. Mentre nelle scorse ore era arrivata dal ministro degli Esteri ecuadoriano Ricardo Patino la notizia della concessione dell’asilo politico per Assange, in quanto “professionista della comunicazione che lotta per la libertà d’espressione, della stampa e dei diritti umani”, sembra ora che l’Ecuador abbia mutato le proprie intenzioni nei confronti dell’uomo.

Sembra infatti che l’Ecuador sia disposto a consentire l’estradizione in Svezia di Assange se Svezia e Gran Bretagna si impegnaranno a far sì che lo stesso Assange non sia estradato in altri paesi, in particolar modo negli Stati Uniti. Il primo ministro del paese scandinavo, però, Fredrik Reinfeldt si è dichiarato indignato per la posizione assunta dall’Ecuador nei confronti del sistema giudiziario svedese relativamente al caso di Assange. “È inaccettabile”, queste le parole di Reinfeldt all’agenzia di stampa svedese TT, nel commentare la posizione di Quito, per la quale i diritti di difesa non sarebbero tutelati in Svezia, inducendo pertanto l’Ecuador stesso a concedere asilo politico ad Assange.

La disponibilità di Quito è trapelata da fonti diplomatiche dell’Ecuador ed è stata data nonostante la minaccia di arrestare il padre di Assange, perpetrata dal Foreign Office mentre l’uomo si trovava a Londra e le proteste di decine di agenti della polizia britannica dinanzi alla sede diplomatica di Knightsbridge. Come riportato da La Stampa, la fonte diplomatica avrebbe rivelato al Guardian:

Il Foreign Office ha chiamato l’ambasciatore per confermare che ha ancora la volontà di negoziare, così parliamo. Nei negoziati l’Ecuador si è detto pronto ad accettare un impegno britannico e svedese che, una volta che Assange avrà incontrato la magistratura svedese, non sarà estradato in un paese terzo, e nello specifico gli Stati Uniti.

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