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Arresti domiciliari per il patron dell’Ilva di Taranto, Emilio Riva

Ottomila lavoratori occupano le Statali e gli ingressi della città, i sindacati indicono lo sciopero a oltranza. Passera: garantiremo la continuità produttiva.

di Stefania Calabrese 26 luglio 2012 23:45
Il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera

L’intera area a caldo dello stabilimento siderurgico dell’Ilva di Taranto è stata messa sotto sequestro senza facoltà d’uso.   A firmare il provvedimento è stata il gip Patrizia Todisco, che ha contestualmente disposto misure cautelari per otto indagati, tutti dirigenti o ex dirigenti dello stabilimento, di cui cinque risultavano già inquisiti.

Arresti domiciliari sono stati disposti per il patron Emilio Riva, presidente dell’Ilva Spa fino al maggio 2010, il figlio Nicola Riva, che ne aveva preso il posto e si è dimesso circa due settimane fa, Luigi Capogrosso, ex direttore dello stabilimento di Taranto, Ivan Di Maggio, il capoarea del reparto cokerie e Angelo Cavallo, responsabile dell’area agglomerato.

Le cokerie, l’area agglomerazione, l’area altiforni, le acciaierie e la gestione materiali ferrosi e i parchi minerali sono stati sigillati e le operazioni sono state affidate a tre figure tecniche, due funzionari dell’Arpa Puglia e uno dei Dipartimenti di prevenzione dell’Asl di Bari, che si occuperanno anche di garantire il rispetto delle norme di sicurezza.

Appena appreso che il provvedimento di sequestro e le misure cautelari sarebbero state presto notificate, 8.000 lavoratori dell’Ilva hanno lasciato lo stabilimento per dirigersi in corteo alla volta di Taranto e del palazzo della Prefettura.

La Statale 106 jonica Taranto-Reggio Calabria, la Statale 100 Taranto-Bari e i due ingressi alla città di Taranto, quello che  passa per la città vecchia e quello del ponte Punta Penna, sono stati bloccati dalla manifestazione di protesta, mentre una delegazione di sindacalisti si recava a parlare con il Prefetto Claudio Sammartino.

Il ministro dello Sviluppo Corrado Passera ha rilasciato una nota per rasserenare gli animi: ”Governo e istituzioni locali faranno tutto il possibile per individuare soluzioni che tutelino occupazione e sostenibilità produttiva”.

Attualmente risultano ancora presenti i presidi all’esterno dell’Ilva e il blocco del ponte, mentre i sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato lo sciopero ad oltranza.

Domani alle 7.00 avrà luogo l’assemblea dei lavoratori all’interno dello stabilimento.

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