Roma, arrestato il ginecologo Antinori: “Espiantò ovuli con violenza”

Il ginecologo è ora ai domiciliari, accusato di rapina aggravata e lesioni personali aggravate: avrebbe immobilizzato, anestetizzato e costretto una ragazza spagnola a subire l'espianto degli ovuli.

di Luca Fiorucci 14 maggio 2016 1:03
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Il famoso ginecologo Severino Antinori, 71 anni, è stato arrestato venerdì a Roma dai carabinieri del Nas di Milano, in esecuzione di un’ordinanza del gip di Milano, con l’accusa di rapina aggravata e lesioni personali aggravate. Antinori, che si trova ora ai domiciliari e per il quale è stata disposta anche l’interdizione della professione medica per un anno, lo scorso aprile, alla clinica Matris di Milano, avrebbe immobilizzato, anestetizzato e costretto una giovane spagnola di 24 anni a subire l’espianto degli ovuli. E’ scattato invece il divieto di dimora nei comuni di Roma e Milano per le sue due strette collaboratrici che lo avrebbero aiutato a fare ciò. La ragazza era in prova come infermiera alla clinica per un mese e si stava sottoponendo ad una cura ormonale fatta passare per un trattamento per una cisti ovarica, ma sarebbe sarebbe stata invece immobilizzata ed anestetizzata, e le sarebbe stato inoltre tolto il cellulare per chiedere aiuto.

Al risveglio dall’anestesia, sarebbe comunque riuscita a raggiungere un telefono della struttura e a telefonare al 112 di nascosto, e gli agenti si erano quindi recati in clinica, ma la donna parlava solo spagnolo ed era circondata con modi intimidatori da Antinori e dai suoi collaboratori, ostili anche verso le forze dell’ordine. La giovane era stata quindi portata dai poliziotti nell’albergo dove soggiornava, ma, dopo poche ore, si era sentita male, per cui era stata trasferita alla clinica Mangiagalli, dove i medici e le operatrici del Soccorso violenza sessuale, con l’aiuto di un’interprete, erano riusciti a capire quanto avvenuto, mentre i successivi accertamenti avevano confermato l’intervento di prelievo degli ovuli e, da una visita approfondita, erano emersi lividi ed ecchimosi sul suo corpo, che per i carabinieri erano compatibili “con le manovre di immobilizzazione per l’anestesia forzata“.

La ventiquattrenne era stata quindi ascoltata prima dagli uomini dei Nas e poi dai magistrati della Procura, a cui aveva confermato quanto detto all’inizio, ed aveva poi sporto denuncia nei confronti sia di Antinori che del personale della clinica Matris. I carabinieri hanno inoltre perquisito la struttura, dove hanno sequestrato e fatto congelare i sei embrioni ottenuti con la fecondazione degli ovociti prelevati dalla ragazza e che il ginecologo intendeva impiantare su altre pazienti. Le forze dell’ordine hanno anche acquisito i moduli di consenso informato firmati dalla giovane, che però avrebbe disconosciuto le firme, che anche per i militari “già da una prima analisi appaiono significativamente difformi“. Roberta De Leo, il legale che assiste la giovane, ha spiegato: “Era terrorizzata dal fatto che fossero dati alla luce figli suoi nei corpi di altre donne e infatti lei non sapeva quanti ovuli le fossero stati prelevati. E’ rientrata in Spagna subito dopo, perché molto provata e sotto shock“.

Antinori è considerato il pioniere della fecondazione assistita in Italia, ma è anche chiacchierato nel mondo scientifico per i suoi metodi spesso spregiudicati. Nel luglio 2014, il ginecologo, a tre mesi dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha cancellato il divieto di fecondazione eterologa, annunciò una delle prime gravidanze con tale tecnica, quando il ministero della Salute non aveva neanche diramato le linee guida in materia e non vi erano donne che donavano gli ovuli. Anche dopo, rimaneva un mistero come riuscisse ad ottenere gli ovuli per la fecondazione eterologa, visto che nel nostro paese sono pochissime le donne che li donano, per cui iniziarono a diffondersi voci su un presunto commercio illegale di essi.

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