Armi chimiche siriane arriveranno al porto di Gioia Tauro

Le armi sono ora su una nave danese e verranno poi trasbordate sulla Cap Ray. Il sindaco di San Ferdinando: "Valuteremo se chiudere il porto",

di Luca Fiorucci 16 gennaio 2014 16:09

Transiteranno dal porto calabrese di Gioia Tauro, stando a quanto riferito dall’Ansa, le armi chimiche provenienti dalla Siria che si trovano a bordo della nave danese Arc Futura. Le armi sono al momento all’interno di circa 1500 container sulla nave danese che farà scalo a Gioia Tauro e verranno poi trasbordate sulla nave Cap Ray. A dicembre anche l’Italia, come molti altri paesi, aveva messo a disposizione un suo porto per il trasbordo delle armi chimiche siriane da distruggere secondo gli accordi conclusi sotto l’egida dell’Organizzazione per la messa al bando delle armi chimiche (Opac). Lo scalo calabrese sarebbe stato scelto in quanto più sicuro e più facile da gestire in caso di proteste e manifestazioni.

Oggi dovrebbe esserne dato l‘annuncio in Parlamento, durante l’audizione alle Commissioni Esteri e Difesa del ministro degli Esteri Emma Bonino, del ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi e del direttore generale dell‘Opac Ahmet Uzumcu, che illustrerà le fasi dello smaltimento dell’arsenale chimico siriano. Nei giorni scorsi si era parlato, ma in modo non ufficiale, dei porti di Brindisi, Gioia Tauro, Augusta, Cagliari e dell’isola di Santo Stefano, ex base americana nell’arcipelago della Maddalena, a nord della Sardegna. Ieri, proprio alla Maddalena, si erano svolte numerose manifestazioni, poichè nei giorni scorsi era stata conclusa un’operazione di svuotamento dei bunker della Marina Militare all’isola di Santo Stefano. La Capitaneria di Porto della Maddalena aveva però rassicurato sul fatto che tali operazioni non c’entrassero niente con le armi chimiche siriane.

Stando a quanto assicurato dal ministro Bonino, il trasferimento degli agenti chimici avverrà “da nave a nave“, senza toccare il suolo italiano, e il trasbordo, che dovrebbe avvenire tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, dovrebbe durare non più di “48 ore“. Gli agenti chimici verrebbero poi distrutti a bordo della Cape Ray in acque internazionali tramite idrolisi. Intanto, però, la notizia dell’arrivo delle armi chimiche provenienti dalla Siria ha siuscitato l’immediata reazione delle autorità locali. Domenico Madaffari, sindaco di San Ferdinando, il comune in cui rientra il 75% del porto, ha annunciato: Stiamo valutando un’ordinanza per chiudere il porto. Vedrò con i colleghi di Gioia e di Rosarno cosa si può fare con molta calma. Voci danno per domani l’arrivo della nave”.

Adirato il sindaco di Gioia Tauro Renato Bellofiore, che ha  affermato: “Mettono a repentaglio la mia vita. Se succede qualcosa la popolazione mi viene a prendere con un forcone. E’ gravissimo. Forse il ministro Bonino non sa cos’è la democrazia“. L‘Italia dei Valori, invece, sta 0rganizzando presìdi in tutti i porti che potrebbero essere interessati dall’operazione, e anche un sit in a piazza Montecitorio contro il trasferimento delle armi chimiche siriane nei porti italiani: “Oggi arriveranno in Italia 1200 tonnellate di armi chimiche dalla Siria ed il ministro Bonino si presenterà in Parlamento solo per comunicare la scelta dello scalo che ospiterà l’arsenale” ha commentato il segretario nazionale Ignazio Messina. 

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