Anoressia, un nuovo studio svela le cause del disturbo

Le persone affette dal più noto dei disturbi alimentari presentano aree cerebrali deputate alla percezione del corpo non comunicanti a dovere.

di Simona Vitale 30 gennaio 2013 15:00

Un nuovo studio effettuato da Boris Suchan dell‘Institute of Cognitive Neuroscience della Ruhr-Universität di Bochum e riportato sulla rivista scientifica Behavioural Brain Research, ha mostrato come funzionano le aree cerebrali addette alla percezione del corpo nei soggetti affetti da anoressia.

I risultati della ricerca mettono in mostra che le persone anoressiche sono ingannate dallo specchio, nel quale esse si vedono grasse anche se in realtà sono scheletriche. Ciò dipende dal fatto che le aree neurali deputate alla percezione del corpo non funzionano bene nel cervello delle persone anoressiche, non consentendo pertanto la loro connessione in maniera adeguata. Il risultato è che la percezione di sé allo specchio ne risulta notevolmente distorta.

Molte sono le ricerche che sostengono la veridicità dello studio e che hanno effettivamente dimostrato che le persone anoressiche mostrano notevole difficoltà a riconoscere la propria magrezza che, riflessa nello specchio, le fa apparire ai propri occhi grasse. Per giungere a siffatti risultati gli studiosi hanno preso in esame un campione di donne anoressiche e un gruppo di coetanee sane. Entrambi i gruppi sono stati sottoposti a risonanza magnetica funzionale. Immediatamente visibile è stato il fatto che nel cervello delle donne anoressiche le aree deputate alla percezione del corpo non comunicassero a dovere, come accadeva nel cervello delle donne sane.  In presenza dunque di una connessione debole fra le due aree, il giudizio del nostro corpo sarà condizionato facendoci fatalmente cadere in errore.

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