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Anoressia: fra le cause disturbi della personalità

Anoressia: fra le cause disturbi della personalità

Uno dei problemi più difficili da capire e più difficile da curare, che interessa principalmente le adolescenti e poi le donne, è l’anoressia: una malattia che spinge a non nutrirsi fino a deperire e, nei casi più estremi e pericolosi, a morire di stenti. Una patologia difficile da comprendere in una società avanzata come la nostra, dove per lo più c’è il problema opposto, il sovrappeso, ma che tuttavia colpisce subdolamente quelle persone che più sono vulnerabili sul loro aspetto fisico in determinati momenti della vita.

Secondo i medici è ormai assodato che c’è una certa mancanza di sicurezza e di poca accettazione di se alla base dello sviluppo dell’anoressia nervosa nell’adolescenza; tuttavia questo particolare problema perché non si presenta in tutte le ragazzine ed invece ne colpisce solo alcune come se avesse dei bersagli selettivi? Secondo i ricercatori questo potrebbe essere dovuto  dalla concomitante presenza di un disturbo della personalità, che quindi accentua i problemi insorgenti con il cibo e con la proprio persona e porta a crisi di questo genere.

Con i tratti disadattivi della personalità sarebbe quindi anche possibile spiegare perché le adolescenti anoressiche vanno incontro ad un progressivo stato di denutrizione, ma spesso alternano periodi di digiuno a periodi di abbuffate e vomito autoindotto, per evitare di ingrassare. Questo è quanto è emerso dalle ricerche di uno psichiatra italiano, il professor Santino Gaudio.

La sua ricerca, pubblicata su “Psychosomatic Medicine“, mette in luce come sia possibile capire in un momento meno grave della malattia il suo insorgere e quindi come sia possibile prevenirne un’evoluzione ad uno stadio pericoloso, in cui nonostante i molti farmaci e terapie tentati fino ad oggi si rimane comunque in balia del caso, che può far tanto migliorare, quanto peggiorare senza un’apparente motivazione.

Secondo professori come Gaudio sarebbe possibile addirittura prevedere i soggetti a rischio con appositi test che potrebbero essere somministrati nelle scuole, consentendo una diagnosi così precoce dell’anoressia da evitare del tutto l’insorgere dei sintomi. Operazione che costerebbe assai meno dei costi sociali necessari ad aiutare le tante malate che così non insorgerebbero.

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