L’Anac: “Conflitto d’interessi sulla nomina del fratello di Marra. Raggi sapeva”

Per l'Anticorruzione "è configurabile il conflitto di interessi" per la nomina di Renato Marra, fratello dell'ex capo del personale, alla direzione Turismo. La sindaca potrebbe essere indagata.

di Luca Fiorucci 22 dicembre 2016 4:50
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Nuova grana per la giunta capitolina della pentastellata Virginia Raggi. Secondo l’Anac, l’Autorità Nazionale Anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone, infatti, è “configurabile il conflitto d’interessi” per la nomina di Renato Marra a capo della direzione Turismo del Comune da parte del fratello Raffaele Marra, l’ex capo del personale arrestato per corruzione, e la stessa sindaca non solo non fece niente per escludere quest’ultimo da tale procedura, ma si assunse la responsabilità di tale decisione. L’Anac, il cui pronunciamento è arrivato in seguito ad un esposto della Direr, il sindacato dei dirigenti delle Regioni, ha poi trasmesso la delibera adottata alla procura di Roma, che potrebbe procedere per abuso d’ufficio nei confronti di Marra e anche della stessa Raggi, e alla Corte dei Conti, che dovrà valutare un eventuale danno all’erario comunale.

La prima cittadina aveva spiegato di aver effettuato autonomamente l’istruttoria sul conferimento degli incarichi ai dirigenti, ma l’Autorità Anticorruzione ha rilevato in una nota che il conflitto di interessi “sussiste sia nel caso in cui il dirigente abbia svolto un mero ruolo formale nella procedura, che nell’eventualità di una sua partecipazione diretta all’attività istruttoria, come sembrerebbe emergere dall’ordinanza sindacale 95 del 2016″. Per l’Anac, quindi, la Raggi, volendo difendere Marra, si è però contraddetta, e per questo rischia di essere indagata anche per falso ideologico, perché “da un lato, infatti, si afferma che l’istruttoria è stata effettuata in totale autonomia dalla Sindaca e dall’altro, nel dispositivo dell’ordinanza, si afferma di conferire, con il riconoscimento della fascia retributiva, come risultante dall’istruttoria svolta dalle strutture competenti ai sensi della disciplina vigente, gli incarichi di direzione”.

Marra non avrebbe mai fatto presente che tra i candidati e poi tra i dirigenti vi era suo fratello, almeno fino al 15 novembre, quando lo avrebbe rivelato alla responsabile dell’Anticorruzione al Comune di Roma Mariarosa Turchi. La Raggi, invece, in una dichiarazione inserita nella documentazione inviata all’Anac, ha ammesso di sapere della parentela tra i due Marrasin dal giorno del mio insediamento“, ma ha spiegato che, per la nomina del fratello, il capo del personale ha avuto un ruolo “di mera pedissequa esecuzione delle determinazioni“. Per l’Autorità Anticorruzione, però, ciò non è sufficiente, perché la sindaca avrebbe dovuto escludere del tutto Marra dalla nomina del fratello. La relazione dell‘Anac confluirà ora nell’inchiesta della Procura di Roma su altre nomine contestate alla Raggi, ossia quella dell’ex capo della segreteria Salvatore Romeo, dell’ex responsabile dell’ufficio di gabinetto Carla Romana Raineri, dell’assessore al Bilancio Andrea Mazzillo e del delegato al personale Antonio De Santis, indagine che però non vede finora reati contestati né iscritti al registro degli indagati.

Riguardo all’inchiesta che vede Marra accusato di corruzione, invece, gli investigatori sono al lavoro sul materiale a lui sequestrato, in particolare il cellulare e il pc portatile, e vogliono scoprire di più circa la fitta rete di contatti intrecciata dallo stesso in questi anni in cui ha rivestito ruoli chiave sia al Comune di Roma, sia alla Regione Lazio, all’epoca della giunta Polverini. Entro la fine della settimana i suoi legali dovrebbero presentare un’istanza al tribunale del Riesame per l’annullamento o la riduzione dell’ordinanza di custodia cautelare. Il nome che circola più insistentemente per sostituire Marra nel ruolo di capo del Personale è invece quello del dirigente del Campidoglio Angelo Ottavianelli. Mercoledì si è inoltre dimesso il capo della segreteria politica della sindaca Salvatore Romeo, che si è scusato con i romani per “errori di valutazione, in considerazione delle vicende che hanno coinvolto Raffaele Marra“, pur proclamandosi estraneo ai suoi problemi giudiziari.

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