Amnistia, ministri contro Renzi. Zanonato: “E’ come Grillo”

Polemica sul sindaco fiorentino, che aveva definito "un autogol" parlare di amnistia e indulto. Bonino: "Se Renzi è il nuovo che avanza, ridatemi l'antico".

di Luca Fiorucci 14 ottobre 2013 8:38
Matteo Renzi

E‘ polemica fra il sindaco di Firenze Matteo Renzi e i ministri del governo. Renzi, infatti, aprendo sabato la sua campagna elettorale per le primarie del Pd alla Fiera del Levante di Bari, aveva preso nettamente le distanze dalla maggior parte del partito e dal governo sulla questione dell’amnistia e dell’indulto, che era stata sollevata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con un messaggio alle Camere: Affrontare oggi il tema dell’amnistia e dell’indulto è un clamoroso autogol. Bellissimo vedere chi fa volontario nelle carceri, ma come facciamo a insegnare la legalità ai giovani e agli studenti se ogni sei anni buttiamo fuori dalle carceri i detenuti perchè le carceri scoppiano?” aveva affermato il sindaco.

A replicare a Renzi è stato per primo il ministro degli Esteri Emma Bonino, che, intervenendo al Comitato nazionale dei Radicali italiani, ha dichiarato: se il sindaco fiorentino “è il nuovo che avanza, fatemi il favore di ridarmi l’antico. Legga bene il messaggio di Napolitano, prima di rottamarlo“. Il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato, “bersaniano” del Pd, invece, intervenendo ieri all’evento “La Repubblica delle Idee” a Mestre, ha attaccato Renzi, perchè, ha spiegato, sulla questione dell‘indulto e dell’amnistiaragiona in termini puramente propagandistici stile Grillo. Mi conviene di più dire una cosa o l’altra sotto il profilo del consenso che ottengo? Non entra nel merito della questione”. In seguito, su Twitter, il ministro ha replicato a quanti lo criticavano dopo le sue affermazioni sul “rottamatore”: “Criticare Matteo Renzi è come parlare male di Garibaldi. Si scatenano i fans che conoscono solo offese e mai i ragionamenti”.

Anche un altro ministro, questa volta del Pdl, Maurizio Lupi, si è schierato contro Renzi, accusandolo di ricercare su questo tema “consensi a destra come a sinistra“, mentre, ha affermato, “l‘amnistia e l‘indulto sono stati richiesti e provocati da un intervento fortemente elevato del presidente della Repubblica, che ha posto il tema del dramma delle carceri. Per una volta il Pd e il futuro segretario del Pd la smettano di pensare se le cose possono essere fatte o non fatte pensando a Berlusconi, all’unico nemico che ha tenuto unita l’opposizione”.

Ospite della trasmissione “In mezz’ora” di Lucia Annunziata, il sindaco ha replicato alle critiche, spiegando di non volersi opporre su amnistia e indulto al presidente della Repubblica, che “non è mai uscito dai suoi poteri“, ma “anzi ha dimostrato una capacità di servizio unica“, tuttavia, ha affermato, non si può dire l’ha detto il capo dello Stato quindi si fa così punto e basta. I partiti se non discutono su questi temi, come quello dell’amnistia, che ci stanno a fare?” Per Renzi, la legalità è un valore di sinistra, e “un nuovo indulto-amnistia dopo 7 anni dall’ultimo” sarebbe “non serio”, e bisogna piuttosto “intervenire in maneria radicale sulla giustizia“. Quanto agli esponenti di governo che lo hanno attaccato, invece, il sindaco ha contrattaccato duramente: “Se ci sono ministri che anzichè preoccuparsi di governare passano il tempo a commentare le mie dichiarazioni mi dispiace per loro”.

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