Allenatore di pallavolo pedofilo chiede la castrazione chimica

L'uomo arrestato pochi giorni fa a Trezzano sul Naviglio ha fatto richiesta davanti al giudice per le indagini preliminari di Milano, ammettendo le sue responsabilità.

di Giulio Ragni 14 marzo 2012 10:49

Alla fine si è arreso davanti al giudice, e ha confessato il suo “vizio”, tanto da arrivare a chiedere persino la castrazione chimica. Così Gianluca Mascherpa, il quarantottenne allenatore di pallavolo che adescava ragazzine su Facebook, dopo un iniziale diniego di fronte alle accuse, è capitolato nel momento in cui gli investigatori gli hanno fatto ascoltare le intercettazioni, anche se ha giurato di non aver mai toccato fisicamente le ragazzine tra gli undici e i sedici anni con cui ha scambiato messaggi e foto a luci rosse, chiedendo loro anche di spogliarsi in chat.

Chiedo di essere curato. Sono disposto anche a sottopormi a castrazione chimica“, ha detto Mascherpa davanti al giudice per le indagini preliminari di Milano Donatella Banci Bonamici. Al giudice ha chiesto anche di essere trasferito dal carcere di San Vittore, dove si trova attualmente, a quello di Bollate, dove lavora il professor Paolo Giulini, criminologo e psichiatra, per poter effettuare una terapia. Terapia che ovviamente non prevede la castrazione chimica, in quanto non prevista dal nostro ordinamento giuridico, benché esistano cure farmacologiche per poter controllare le pulsioni.

Mascherpa ha una lunga fedina penale costellata di reati legati alla pedofilia: il 14 luglio del 1998 venne arrestato dalla Polizia di Massa Carrara, e condannato in Cassazione il 7 dicembre del 2001, per violenza sessuale e atti sessuali con minorenni, gli stessi reati per cui rischia ora, dopo essersi finto un sedicenne sul web con il nickname di Skizzato. Ma i precedenti non finiscono qui: il 4 ottobre del 2005 fu arrestato a Trento, e su di lui pendeva una interdizione perpetua a frequentare luoghi dove c’erano minorenni. Nonostante ciò, ha esercitato la professione di allenatore di pallavolo in numerosi paesi del Milanese, da Corsico a Cesano Boscone, fino ad arrivare a Trezzano sul Naviglio. “Non ho pensato di violare la misura interdittiva, ho sempre rifiutato incontri di persona. È nel virtuale che purtroppo scatta in me un meccanismo di eccitazione“, ha spiegato Mascherpa al gip. Ma la Procura non è d’accordo, tanto da aver disposto l’audizione di alcune vittime, quelle per cui si sospetta che l’uomo possa essere andato ben oltre il sesso virtuale.

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Tags: pedofilo
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