Alfano: “Berlusconi sostenga governo”. Lui: “Ricordatevi di Fini”

Il segretario Pdl aveva detto che l'ex premier "distingue la vicenda giudiziaria da quella personale". Per il Cavaliere bisogna "essere leali agli elettori".

di Luca Fiorucci 11 novembre 2013 11:15

Giornata di polemiche, ieri, all’interno del Pdl, caratterizzata da un vivace botta e risposta indiretto fra Silvio Berlusconi e il segretario Angelino Alfano. Quest’ultimo, infatti, ha rilasciato un’intervista a Sky tg24, parlando della questione della decadenza del Cavaliere, sulla quale si voterà il 27 novembre, e delle eventuali ripercussioni sulla tenuta del governo: Berlusconi ha sempre detto che distingue la vicenda giudiziaria da quella personale. Penso che su tale questione Berlusconi stia ancora riflettendo, è vittima di una grave ingiustizia. Noi comunque chiederemo a Berlusconi di sostenere questo governo ha affermato. Alfano ha poi aggiunto: “Quelli che dicono andiamo a votare subito” intendono “andiamo a votare senza candidato”, dato che il Cavaliere “potrebbe fare campagna elettorale, ma non guidare il governo”, e si è quindi augurato che Berlusconi “possa esser al prossimo giro il nostro candidato”.

Il segretario del Pdl ha poi spiegato di essere consapevole di venir etichettato come “traditore” in caso di rottura all’interno del partito: Il metodo Boffo è messo in conto, se dissentiremo ne saremo probabilmente vittime, ma non abbiamo paura”. Poco dopo, infatti, sono giunte le critiche dei “falchi” del Pdl. Lapidaria Daniela Santanchè, per la quale il vicepremier potrebbe “partecipare alle primarie del Pd”. Duro anche Raffaele Fitto, che ha affermato in una nota: “Vi sono momenti in cui è necessaria assoluta chiarezza. Alfano sceglie una rotta alternativa a Berlusconi, agli elettori del Pdl e alla sua stessa storia“.

In serata, ad Alfano è arrivata una replica indiretta dello stesso Berlusconi, che, in un’intervista all'”Huffington Post”, ha parlato appunto della questione della sua decadenza, ma anche della legge di stabilità, attaccando il Pd e il governo: “Come può pretendere il Partito Democratico che i nostri senatori e i nostri ministri continuino a collaborare con chi, violando le leggi, compie un omicidio politico, assassina politicamente il leader dei moderati?” si è chiesto. Rivolgendosi alle “colombe” del partito, le ha ammonite invece: “A loro dico: se si contraddicono i nostri elettori, non si va da nessuna parte. Anche Fini e altri ebbero due settimane di spazio sui giornali, ma poi è finita come è finita. Li inviterei ad ascoltare i cittadini sia sulla legge di stabilità che sulla mia decadenza, poichè il tema non è “quello di essere leali a Silvio Berlusconi, ma quello di essere leali ai nostri elettori”.

 L’ex premier si è rivolto inoltre ai senatori, domandandosi “come possono votare la mia estromissione dal Parlamento sulla base di una sentenza politica fondata sul nulla”. Poi la stoccata al governo sulla legge di stabilità, che, ha affermato, “va cambiata profondamente, come noi ci accingiamo a fare in Parlamento“, per via della “sorpresa inaccettabile del ritorno mimetizzato della tassa sulla prima casa”, e per le “molte misure rinunciatarie” che non favoriscono la ripresa economica. Berlusconi si è quindi soffermato sulla riorganizzazione del Pdl, spiegando che non intende rottamarlo: “E’ una fantasia fondata sul nulla” ha detto, aggiungendo che semmai bisogna inserire nel partito “altri protagonisti del mondo dell’impresa, delle professioni, della cultura, del lavoro, per rinnovare la nostra passione e il nostro entusiasmo e fare sempre di più”.

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