Alcoa, malore per un operaio ma la protesta continua

Uno dei tre operai si è sentito male ma vuole continuare la protesta. La Fornero: solidarietà, ma non possiamo garantire i posti a tutti.

di Luca Fiorucci 6 settembre 2012 22:18
operai Alcoa

Prosegue la protesta dei tre lavoratori dello stabilimento Alcoa di Portovesme che hanno trascorso la seconda notte a 70 metri d’altezza, sul tetto della riserva d’acqua utilizzata per il raffreddamento della fonderia. Uno di loro è cardiopatico ed è stato colto da un malore e visitato da un medico, ma, nonostante ciò, vorrebbe continuare la protesta con i colleghi e per questo non appare intenzionato a scendere.
Il ministro del Lavoro Elsa Fornero, intervernendo a margine di una conferenza a Bruxelles, ha dichiarato, riferendosi sia ai casi dell’Ilva che dell’Alcoa, di essere “vicina a questi lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro”, ma che “sarebbe sbagliato dire che noi garantiremo i vostri posti di lavoro”, poichè la riforma non tutela i singoli posti di lavoro ma l’occupabilità dei lavoratori.

La difesa dei singoli posti di lavoro ha portato in passato a gravi sprechi di risorse. Questo è quello che dobbiamo evitare perchè non è nell’interesse dei lavoratori a cui questo governo comunque tiene.

ha aggiunto.

Ieri sera intanto la multinazionale svizzera Glencore ha manifestato al Ministero dello Sviluppo Economico il suo interesse per l’Alcoa, ma la trattativa deve sciogliere ancora tre nodi: le tariffe elettriche, le infrastrutture e l’efficientamento dell’impianto. Sembrerebbe inoltre essere riemerso un altro pretendente, fra i gruppi precedentemente contattati, che, per il fronte sindacale, potrebbe trattarsi della società di commodities Klesch, con sede a Ginevra. La Glencore e i tecnici del governo, e forse anche la Regione Sardegna, dovrebbero incontrarsi domani al Ministero dello Sviluppo Economico per affrontare i punti sui quali il gruppo non intende cedere e che coinvolgono tutte le parti in campo: prezzo dell’energia (la cui definizione compete al governo), infrastrutture locali (per le quali si richiede un impegno della Regione) e ottimizzazione dell’impianto (che coinvolgerebbe azienda e sindacati). In quest’ultimo caso, verrebbe rivista anche la forza lavoro portando avanti una trattativa con i sindacati, che si sono detti disponibili.
Quanto alle infrastrutture, si sta pensando alla realizzazione del piano straordinario del Sulcis, che comprenderebbe anche il rilancio e l’adeguamento del porto. Resta da sciogliere invece la questione energetica. Le notizie diffusesi dell’interessamento delle due società all’acquisto dello stabilimento non hanno comunque convinto gli operai a cessare la protesta. Massimo Cara, della Rsu, ha commentato: “Ci confortano solo, perchè sembrano smentire le dichiarazioni del ministro Passera“. Oggi, intanto, si è tenuto un incontro fra le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil per i problemi dell’industria sarda.

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